martedì 7 marzo 2017

THE GREAT WALL

di Matteo Marescalco

Lo scorso anno, Warcraft-L'inizio sbarcava nelle sale americane e cinesi e segnava un importante record che ridisegnerà il panorama mondiale degli incassi e della distribuzione. Il film di Duncan Jones, infatti, ha ottenuto il maggior incasso di sempre per un film straniero in Cina, aprendo definitivamente l'attenzione della distribuzione internazionale al mercato cinese, nuova terra di conquista hollywoodiana.
 
Circa un anno dopo, arriva al cinema The Great Wall, co-produzione cinese/statunitense diretta da Zhang Yimou ed interpretata da un melting-pot di attori: Matt Damon, Pedro Pascal, Willem Dafoe, Andy Lau e Tian Jing. Il budget di circa 135 milioni di dollari ha fatto di The Great Wall il film più costoso girato interamente in Cina. 
Dopo aver combattuto in numerose battaglie, risaltando per le loro particolari abilità, William e Pedro, due mercenari senza scrupoli, si recano in Cina alla ricerca della polvere nera, l'antenata della comune polvere da sparo, per rivenderla in Occidente. I due vengono catturati e fatti prigionieri da un esercito di eccellenti guerrieri noto come Ordine Senza Nome. I guerrieri sfruttano la Grande Muraglia per difendere l'umanità dall'avanzata di strane forze soprannaturali che emergono ogni 60 anni e che potrebbero metterne a repentaglio il futuro. 

Il film di Zhang Yimou è un fantasy che, più volte, nelle scene corali e nelle coreografie di massa delle battaglie, ricorda la saga de Il Signore degli Anelli; non a caso, gli effetti speciali sono realizzati dalla WETA di Peter Jackson che ha portato sullo schermo l'universo di J. R. R. Tolkien. Oltre ad essere una straordinaria esperienza videoludica e dimenticando per un attimo alcune incongruenze nella delineazione dei caratteri dei personaggi, The Great Wall si presta a svariate ed interessanti letture che hanno per tema il futuro del cinema digitale. Come se non bastasse, le creature soprannaturali del film dialogano tra loro tramite una sorta di segnale wi-fi, oltrepassando il collegamento analogico che consentiva la "connessione" tra i Na'vi di James Cameron in Avatar. Insomma, a differenza che nelle citate creature, in The Great Wall non esiste alcun residuo umano. Guai a cercare elementi di critica sociale che potrebbero inficiare quello che si configura come lo scopo principale del film: divertire il pubblico. Armatevi di una lattina di Coca-Cola e di una confezione di pop-corn e godete al massimo grado del puro intrattenimento di The Great Wall!

2 commenti:

  1. a me questo film sa tanto tanto di noioso sinceramente...

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  2. Uscita dal cinema mi sono sentita molto indulgente ma ripensandoci per me è no. Non da Yimou. Troppa tamarreide visiva.

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