giovedì 16 marzo 2017

GHOST IN THE SHELL: IL PRIMO FOOTAGE

di Matteo Marescalco

Grazie a Universal Pictures Italy abbiamo avuto l'occasione di assistere ad un footage di 12 minuti dell'atteso Ghost in the Shell. Il film di Rupert Sanders è l'adattamento del manga scritto e disegnato da Masamune Shirow nel 1989, ambientato in un Giappone futuristico dai toni cyberpunk. 
Il cast della trasposizione comprende grandi nomi del cinema mondiale: Scarlett Johansson, Juliette Binoche, Micheael Pitt e Takeshi Kitano.

L'attesa nei confronti di questa trasposizione cinematografica di un prodotto cross-mediale era notevole. I 12 minuti mostrati in anteprima hanno inizio con la nascita del Maggiore Mira Killian: un corpo sintetico, un cervello ed una serie di cascate  di un materiale simile a resina, che modella l'aspetto esteriore, ci immergono in un'atmosfera distopica che lavora sui residui del cinema di fantascienza del passato. Il quesito che è stato centrale, solo per citare alcuni prodotti, in Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (e di conseguenza in Blade Runner) e in A.I. Intelligenza Artificiale, continua a rivestire un ruolo peculiare: quanto un essere sintetico del genere può essere considerato umano, capace di provare emozioni e sentimenti e di agire sulle proprie azioni? Il processo di creazione avviene in una sorta di grembo materno ad altissima tecnologia mostrato in prospettiva da un 3D che definisce e modella gli ambienti. La scienziata, interpretata da Juliette Binoche, parla della ragazza come di un caso senza precedenti: un cervello umano installato, per la prima volta, su un corpo completamente robotico. 

Le sequenze successive mostrano una serie di movimenti action ipercinetici. In una Tokyo avveneristica che commistiona oggetti concreti ed ologrammi digitali, si muove il corpo attrazione di Scarlett Johansson, in grado di ridefinire continuamente la propria identità. Ogni spazio viene esplorato, conquistato e trasformato in un pretesto per stupire. Si tratta dell'ennesima svolta all'interno di un cinema che ritorna ad essere sempre più il cinema delle origini che, nei primi anni del Novecento, trascinava gli spettatori in un vortice oscuro ad alto livello di stupore. Questi primi minuti di Ghost in the Shell lasciano ben sperare. Nel caso in cui, il lato puramente estetico venga accompagnato da una valida narrazione in grado di scandagliare gli aspetti più oscuri e profondi dell'animo umano, potremmo trovarci di fronte ad una pietra miliare del cinema sci-fi-action degli anni 2000.

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