venerdì 23 dicembre 2016

ALLIED

di Emanuele D'Aniello

Ci sono due film, separati e distinti, dentro Allied.
Due film, due modi di vedere una storia cinematografica, che messi insieme si tolgono vicendevolmente mordente, ma sopravvivono uniti per regalarci due ore di un solido e affascinante prodotto d'intrattenimento.

Da un lato infatti, Allied è un vero e proprio film d'amore. Nascosto sotto la spy story, facendosi strada tra le location esotiche e gli scenari di guerra, il film indubbiamente racchiude una metafora sulla seduzione, sugli spigoli del rapporto coniugale e soprattutto sull'impossibilità di fidarsi, fino in fondo, fino all'ultimo, della persona che abbiamo accanto, pur se crediamo di conoscerla meglio di noi stessi. Negli sguardi, nei gesti, persino nei giochi stupidi della prima metà del film, Allied dimostra di azzeccare la tematica, servendosi del genere, la spy story appunto in questo caso, per raccontare altro, ovvero un'analisi sulle difficoltà del matrimonio.
Ma poi Allied è anche altro, ovvero un purissimo prodotto commerciale. Non si tratta tanto di spionaggio, non si tratta tanto di guerra, il vero genere del film è quello dell'intrattenimento classico, due ore con popcorn in mano a vedere luoghi stranieri incantevoli, a vivere la tensione, ad appassionarsi alle vere stelle del cinema. C'è un innegabile gusto old fashioned da cinema anni '50 che affascina senza vergogna.

Cosa è quindi, alla fine, Allied? O meglio, cosa rimane? Probabilmente, se fosse stato solo una spy story, non avrebbe avuto un briciolo di attaccamento emotivo nello spettatore. Al tempo stesso, se fosse stato solo la metafora di un amore tormentato, avrebbe rischiato di annoiare senza una sceneggiatura e un regista all'altezza. E quando al timone c'è Robert Zemeckis, un autore cult che nell'ultimo decennio ha smarrito molto consistenza, gli aspetti da cinema più commerciale trionfano (e anche un pizzico di inutile melodramma, come nell'epilogo).

La soluzione, a questo punto, è semplicemente godersi il film per quello che propone sul grande schermo. Indubbiamente avrebbe potuto essere molto di più con una diversa attenzione ad altri aspetti della storia, ma così abbiamo comunque due ore di intrattenimento e cinema fatto per il gusto di catturare l'attenzione del pubblico.

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