lunedì 15 maggio 2017

SCAPPA - GET OUT

di Matteo Marescalco

Qualsiasi progetto horror che, negli ultimi anni, ha ottenuto ampi riscontri di pubblico e di critica porta il nome di Jason Blum. La saga di Paranormal Activity, Insidious, Sinister, La notte del giudizio, Ouija, The Visit e Split, a fronte di budget contenuti (compresi tra i 5 e i 9 milioni) hanno realizzato incassi stratosferici (da un minimo di 80 ad un massimo di 270 milioni). Il merito di aver realizzato alcuni dei film con il miglior rapporto costi/ricavi è imputabile ad una precisa strategia produttiva/promozionale/distributiva che vede dei prodotti high-concept (caratterizzati quindi da un'idea lineare e riassumibile in poche parole) a basso budget ma promossi tramite un notevole dispendio economico (il tour promozionale di Split ha toccato ogni angolo del mondo). A fronte di una spesa di produzione di 4,5 milioni di dollari, Scappa-Get Out ha conquistato le platee mondiali, portando a casa finora ben 215 milioni. Altro colpaccio della Blumhouse Productions? Decisamente si!

Chris è un ragazzo di colore che affronta "l'incubo" di qualsiasi ragazzo: conoscere i genitori della ragazza che frequenta da circa 5 mesi. La famiglia borghese vive in una elegante residenza isolata dal resto della città, è di idee progressiste, ha votato Obama alle ultime elezioni ed è pronta ad accogliere Chris. Peccato, però, che mamma e papà non sappiano che il ragazzo è di colore e che si rivelino molto diversi dalle aspettative, a tal punto da trasformare il weekend in un incubo da cui sarà difficile fuggire. 

Scappa-Get Out
è un piccolo horror indipendente diretto da Jordan Peele, noto attore comico americano (e già questa sembrerebbe una contraddizione). Lungo la narrazione lineare ed efficace, venature comiche accompagnano in pianta stabile il clima da thriller claustrofobico che si basa soprattutto sugli ambienti e sulla paranoia dilagante in Chris, provocata dagli strani comportamenti della famiglia della sua ragazza. Il culmine dello straniamento viene raggiunto durante una festa a cui vengono invitate altre coppie borghesi perfettamente bianche. I surreali dialoghi con alcune di loro spingono Chris ad una serie di idee malsane. Tra satira politica ed uno strano razzismo (i neri sono invidiati per la loro prestanza fisica) si dipana la trama di un prodotto che ha nel contrasto tra i corpi apparentemente ripuliti dei suoi interpreti l'aspetto più intrigante. Il meccanismo di genere si basa su una serie di contraddizioni fisiche ed ambientali che prendono in considerazione gli aspetti più subdoli (e per questo più pericolosi del razzismo).
 
Dimenticate il classico horror che terrorizza la sala. Scappa-Get Out segue la strada di The Visit e di Split: spaventare lo spettatore a partire da volti ed ambienti rassicuranti o ironici. Così, il ballo di un ragazzo sulle note di Kanye West, la tranquilla casa dei nonni o, ancora, una perfetta famiglia borghese possono rivelarsi elementi perturbanti più pericolosi di qualsiasi altro oggetto horror classico.   

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