martedì 23 maggio 2017

PIRATI DEI CARAIBI - LA VENDETTA DI SALAZAR

di Matteo Marescalco

Questo 2017 ci porta in dotazione anche il quinto episodio di una saga che sembrava non avere altro da dire, dopo un deludente quarto episodio. Parliamo di Pirati dei Caraibi, franchise nato nel 2003 (che tanto avrebbe giovato alla carriera di Johnny Depp, decretandone, allo stesso tempo, la morte artistica), e, in particolar modo di La vendetta di Salazar

I primi tre episodi diretti da Gore Verbinski hanno indelebilmente segnato il cinema commerciale, sancendo il ritorno dei pirati sulla pellicola, accompagnati da leggende, racconti popolari, miti, fantasmi e tantissime altre perle (nere). Johnny Depp si trovava ad impersonare un pirata decisamente effeminato e dalla fortissima caratterizzazione slapstick. Il risultato al botteghino è stato considerevole, tanto da favorire la realizzazione di cinque episodi. Alla macchina da presa, dopo la parentesi musicale e stilizzata di Rob Marshall, si sono piazzati i registi norvegesi Joachim Ronning ed Espen Sandberg, al debutto nell'ambito del blockbuster americano. L'esotismo delle ambientazioni piratesche ha sposato la "grandezza" della mitologia nordica o si è mantenuto su binari già noti ed ampiamente percorsi?

Optiamo per la seconda possibilità. Il lavoro dello sceneggiatore riprende lo sviluppo narrativo de La maledizione della prima luna, recuperandone personaggi e modalità legate all'universo del racconto. Sorge spontaneo pensare ad un'operazione che mira a proteggere il franchise in ottica futura, assicurandogli nuovi episodi e nuovi attori principali. Ecco che La vendetta di Salazar somiglia a quanto fatto con Il Risveglio della Forza. Il dubbio che sorge spontaneo riguarda la potenza dei due brand: senza Johnny Depp, la saga di Pirati dei Caraibi funzionerebbe allo stesso modo in cui Star Wars funziona anche senza Harrison Ford, Carrie Fisher e Mark Hamill? 

Paradossalmente, la presenza che convince meno è proprio quella di Johnny Depp/Jack Sparrow, nume tutelare della saga. Le scene che lo vedono protagonista sono costruite su gag fisiche reiterate che fanno ridere lo spettatore del già visto. Un'aria di freschezza, probabilmente, gioverebbe alla saga. Non sappiamo con quali risultati di pubblico. Tuttavia, ci sentiamo di affermare che, osare maggiormente, in ottica futura, potrebbe non essere una mossa sbagliata!

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