mercoledì 3 febbraio 2016

PPZ-PRIDE+PREJUDICE+ZOMBIES

di Matteo Marescalco

E se lo spettatore cinematografico non fosse altro che uno zombie avido di immagini in movimento? La soggettiva di uno zombie, a cui viene spappolato il cranio, durante la macrosequenza che dà l'avvio a PPZ-Pride+Prejudice+Zombies, suggerisce questa idea. In una posizione statica ed in balia di giochi seduttivi, ogni spettatore in sala è vittima di una vera e propria regressione.

Tratto dall'omonimo romanzo di Seth Grahame-Smith, già alle prese con il mondo del cinema in Dark Shadows e ne La leggenda del cacciatore di vampiri, anche il film è ambientato in un universo alternativo: centro nevralgico della vicenda è, difatti, l'Inghilterra del 1800 infestata, però, dagli zombie. Si parte dal classico di Jane Austen. Elizabeth Bennet e le sue sorelle vivono in campagna con i genitori, dopo essere state istruite in Cina sull'utilizzo delle tecniche di combattimento delle arti marziali. Elizabeth conosce Fitzwilliam Darcy, nobile dal pessimo carattere, e lo strano soldato George Wickham. Nel frattempo, la situazione peggiora sempre più e il rischio della caduta di Londra e dell'effetto domino su tutta l'Inghilterra aumenta a dismisura.

Dopo la rielaborazione di un classico della letteratura da parte di Grahame-Smith, è toccato a Burr Steers rielaborare ulteriormente il materiale di partenza e trasporlo sul versante visivo. A dominare la scena è la caratterizzazione dei personaggi: ognuno ha le sue prerogative e dei tratti comportamentali che lo connotano e lo rendono unico. Dalla benda all'occhio di Lady Catherine de Bourgh all'ironia non sense di Mr. Collins (interpretato da Matt Smith). La certosina costruzione dei personaggi li rende immediatamente riconoscibili e svela i loro difetti e pregi, trasformandoli, spesso in parodie grottesche sempre credibili.

PPZ-Pride+Prejudice+Zombies attinge a piene mani ma nel corso di poche scene dall'immaginario fantascientifico ed apocalittico di Sucker Punch di Zack Snyder. Entrambi sono costruiti come due videogame ed entrambi, ancora, hanno nelle figure femminili il centro nevralgico delle proprie narrazioni. Ma, mentre la tendenza di Snyder, è quella dell'esperimento videoludico su ogni fronte, Burr Steers lascia invariato il cuore del romanzo della Austen: il corteggiamento e la vicenda amorosa.
Differenti e numerose sono state le trasposizioni di Orgoglio e Pregiudizio, sia per il cinema sia per la TV, ed ognuna ha trovato, anche in relazione al periodo di riferimento, una sua chiave di lettura del testo e di trasformazione della realtà narrata.

Difficilmente, tuttavia, questo adattamento avrà un suo forte seguito. Il revisionismo storico e la commistione di generi diversi fa bene al film che, tuttavia, non riesce mai a decidere da che parte andare. Troppo sangue per essere una commedia sofisticata su zombie e romanticismo (Shaun of the dead, sic!) e troppo poco per essere un degno splatter.
Indecisione che non insidia minimamente la sua tenuta ma che lo rende molto meno attraente di quanto ci si aspettasse. 

2 commenti:

  1. Il romanzo mi era piaciuto, più come idea che come realizzazione in sé ma l'ho apprezzato. A prima vista mi sembra che il film si focalizzi sui punti di forza lasciando in secondo piano i difetti. Sono fiducioso!

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  2. mi sa tanto, come godsofEgypt, di film da vedere necessariamente al cinema, altrimenti non ha senso vederlo

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