domenica 11 giugno 2017

LA MUMMIA

di Matteo Marescalco

A Tom Cruise, Johnny Depp, Javier Bardem e Russell Crowe è stato affidato il compito di riportare al cinema i mostri resi popolari dalla Universal tra gli anni '30 e i '50: la Mummia, Frankestein e la moglie, Dr. Jekyll e Mr. Hyde, L'Uomo Invisibile, Dracula e il Mostro della Laguna Nera. 

Il primo tassello dell'universo espanso condiviso della Universal (il Dark Universe) è stato diretto da Alex Kurtzman e vede Tom Cruise nei panni di Nick Morton, mercenario che collabora con l'esercito e che traffica in antichità. Nick, l'amico Chris e l'archeologa Jenny si imbatteranno nel sarcofago della principessa egizia Ahmanet che portò nel nostro mondo il dio della Morte, Seth. Riusciranno i nostri tre eroi, con l'aiuto dell'organizzazione segreta londinese capitanata dal Dott. Henry Jekyll, a contrastare l'avvento del Male nel mondo?

L'obiettivo basilare per la costruzione di questo Dark Universe è quello di volgere lo sguardo al passato per guardare meglio il presente. Le dinamiche action e comedy nel film vengono impiantate in un prologo di tutt'altro registro: l'Iraq contemporaneo abbonda di elementi tipici del war movie che, tuttavia, vengono presto abbandonati a favore di una trasformazione che accompagna La Mummia verso i binari più tradizionali dell'action movie. A differenza dell'Universo Marvel, che meglio di tutti ha capito dinamiche produttive e modalità realizzative ma che si accontenta di un divertimento superficiale, e di quello DC, teso ad analizzare il carattere divino di ogni supereroe, questo primo episodio del Dark Universe pone la propria linearità al servizio di una macabra origin story che fa leva sul corpo storico di Tom Cruise. L'attore cardine dell'action movie contemporaneo sopravvive ad esplosioni, inseguimenti, sparatorie e lotte ravvicinate. L'elemento analogico e viscerale è, ancora una volta, die hard

Erotismo, violenza, suggestioni visive, allucinazioni e divertimento sono i termini fondamentali del debutto del Dark Universe. A differenza del precedente adattamento del 1999 con Brendan Fraser, questo film di Alex Kurtzman dimostra una differente maturità lontana miglia dal fascino da luna park per ragazzini del film di Stephen Sommers. Questo risciacquo non può che aver fatto bene al leggendario mostro.

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