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domenica 30 settembre 2018

SMALLFOOT-IL MIO AMICO DELLE NEVI

di Matteo Marescalco

Secondo la mitologia greca, è Atlante, figlio di Zeus e di Climene, a tenere sulle spalle l’intera volta celeste. La leggenda palermitana di Colapesce racconta, invece, che il figlio di un pescatore, dopo essere sceso nelle profondità acquatiche e aver visto che la Sicilia si reggeva su tre colonne, una delle quali erosa e consumata dal fuoco dell’Etna, decise di restare sott’acqua e sostenerla, per evitare il crollo dell’isola.
In Smallfoot-Il mio amico delle nevi, anche lo strano mondo degli Yeti è sostenuto da due giganteschi bisonti che reggono il peso di una montagna, sede della civiltà dei leggendari mostri delle nevi. Assumendo il punto di vista degli yeti, però, i veri mostri sono gli esseri umani, che animano i loro racconti e le loro paure ancestrali. Il giovane Migo vive in un villaggio in cui ognuno svolge con attenzione il proprio ruolo: c’è chi suona il gong che consente al sole di sorgere ogni mattina, chi lavora ad un misterioso marchingegno la cui funzione è ignota e chi alimenta le teorie cospirative sulla reale esistenza degli esseri umani, ribattezzati appunto smallfoot. Migo vive casualmente l’incontro con uno di essi, Percy. Da quel momento in poi, viene allontanato dal villaggio perché Il guardiano delle pietre, una sorta di guida spirituale degli yeti, ritiene che lui stia mentendo. La scoperta del giovane bigfoot manda in subbuglio l’intera comunità. La nuova missione di Migo è dimostrare agli amici yeti che gli smallfoot esistono veramente. Ha inizio una grande missione che coinvolgerà alcuni suoi amici e che metterà a dura prova tutte le sue certezze.
Scritto e diretto da Karey Kirkpatrick e prodotto da John Requa e Glen Ficarra (i produttori esecutivi sono i talentuosi Chris Miller e Phil Lord, genitori di Lego Batman e Lego Ninjago), Smallfoot-Il mio amico delle nevi è una storia esilarante e con un cast di doppiatori d’eccezione: a dare la voce ai personaggi del film sono Channing Tatum, Zendaya, LeBron James, Danny DeVito e James Corden. Il film costruisce un racconto basato sul contrasto tra preconcetti e ragione come elemento fondamentale per abbattere i luoghi comuni. La scena madre è ambientata nell’antro di una gigantesca ed iper-tecnologica caverna le cui pareti, affrescate da dipinti rupestri, raccontano il difficile rapporto tra esseri umani e yeti. Come nei film Pixar, la verità passa attraverso un dispositivo mediale (qui sono la pittura e i video realizzati da Percy a veicolare la storia che darà la scossa all’impianto narrativo).
Ma il film d’animazione non si limita soltanto al difficile rapporto tra racconti condivisi e necessità di superarli per scoprire nuove prospettive, prendendo in considerazione anche l’universo dei documentari dedicati alla natura. Lo smallfoot incontrato da Migo, infatti, è una sorta di giovane Alberto Angelo in crisi di share televisivo ed in preda ad un lancinante conflitto: realizzare fake news per riconquistare il consenso perduto o mantenere la propria integrità?
Insomma, nonostante alcuni momenti canori che potrebbero risultare indigesti agli adulti, Smallfoot-Il mio amico delle nevi è un prodotto convincente e decisamente brillante, un modo per riflettere e per trascorrere un pomeriggio in preda al divertimento intelligente. 

martedì 25 settembre 2018

RICCHI DI FANTASIA

di Matteo Marescalco


Sergio è un geometra fallito che, a causa della crisi, è costretto a lavorare come carpentiere a domicilio e come manovale. Vive un matrimonio infelice e porta avanti una relazione extra-coniugale con l’ex cantante Sabrina. Tuttavia, i due sono impossibilitati a lasciare le rispettive famiglie a causa delle ristrettezze economiche in cui si trovano a vivere. La situazione sembra cambiare quando i colleghi di lavoro di Sergio si vendicano delle sue ripetute goliardie, facendogli credere di aver vinto ben 3 milioni di euro alla lotteria. Convinto di essere ricco, Sergio abbandona improvvisamente la mediocrità della sua vita, partendo in compagnia di Sabrina e dei rispettivi parenti. Ma la fantasia si infrange prepotentemente contro la realtà e la verità emerge lentamente. Quando i due amanti scoprono che non c’è nessuna vincita, decidono di non svelarlo a nessuno e trascinano le famiglie in un viaggio dalla periferia romana alla Puglia. 
Per la prima volta nella loro carriera, Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli recitano insieme in questo film diretto da Francesco Miccichè. I due sono attorniati da un ottimo cast che fa leva anche su Paolo Calabresi, Valeria Fabrizi, Matilde Gioli e Antonio Catania, interpreti di personaggi che ricordano da vicino quelli della tradizionale commedia all’italiana. Il film è strettamente ancorato alla realtà e tenta di raccontare l’oggi assumendo una prospettiva leggera, con la speranza che viene incarnata da Sergio, guascone dall’inesauribile ottimismo. Lungo tutto l’arco del film, si respira la rabbia e la frustrazione dei giorni nostri, sempre bilanciati da quel tocco “fantasioso” che alleggerisce e bilancia. Ovviamente, Ricchi di fantasia rimane pur sempre un film di finzione che non pretende di dare risposte ma si limita a raccontare una storia verosimile. A dominare il cuore della vicenda è un percorso di conoscenza di due famiglie, che si spostano dal triste contesto contadino alla luce dei paesini del sud.
‹‹La tristezza è un lusso che i poveri non si possono permettere››. È il sogno di un futuro migliore per i propri figli a consentire a Sergio e a Sabrina di credere ancora in ciò che li circonda e di evitare di perdere la dignità che rimane loro. Ricchi di fantasia riesce a costruire un breve romanzo popolare attraverso lo sfruttamento dell’archivio di forme della commedia all’italiana. Di fronte alle difficoltà della vita, a volte, il cinema può davvero guarire l’anima.

PAPA FRANCESCO - UN UOMO DI PAROLA

di Matteo Marescalco

Il 13 Marzo 2013 segna una data fondamentale nella storia della Chiesa cattolica: l’elezione come pontefice di Jorge Mario Bergoglio, il primo Papa proveniente dalle Americhe, il primo dell’emisfero australe e, più di ogni altra cosa, il primo ad aver scelto il nome di Francesco, uno dei santi più venerati della cristianità, nonché grande riformatore che dedicò la sua vita alla povertà e all’amore per la natura e per tutti gli esseri viventi. Difficilmente sarebbe potuta esistere per Papa Francesco una maggiore dichiarazione di intenti. 

Papa Francesco-Un uomo di parola è il viaggio personale che il regista Wim Wenders ha compiuto negli ultimi due anni con l’attuale pontefice, un documentario dedicato alle idee e al messaggio del Papa, al suo lavoro di riforma e alle sue risposte alle domande globali di oggi. L’obiettivo del cineasta tedesco è stato quello di coinvolgere il pubblico in una sorta di faccia a faccia con il Papa, stabilendo un dialogo tra lui e gli spettatori. L’ossatura del film è caratterizzata da quattro interviste con Bergoglio, tre delle quali girate in vari luoghi al chiuso del Vaticano. La principale macchina da presa è stata equipaggiata con una tecnologia che ha permesso a Papa Francesco di guardare negli occhi l’intervistatore e, allo stesso tempo, l’obiettivo, rinforzando, in tal modo, il legame tra pubblico ed intervistato. 

Oltre al dialogo tra Wenders e il Papa, il film è caratterizzato anche dalla presenza di filmati televisivi appartenenti all’archivio vaticano. Tra questi, quelli che ritraggono la prima visita internazionale del pontefice a Rio de Janeiro, quella al campo profughi Arcobaleno a Roma, il viaggio alla favela di Varginha e, ancora, le visite, in alcuni centri di detenzione negli Stati Uniti e a Napoli. L’obiettivo di Wenders è stato quello di restituire un mondo frammentato ma unito da un’incrollabile fede nei confronti di un uomo che mette in pratica ciò che professa. Le ripetute affermazioni sull’umiltà del lavoro e sul pauperismo rappresentano Papa Francesco e le scelte estetiche messe in pratica dal regista tedesco in questo suo lavoro. Sono i testi e discorsi del Papa (quindi le sue parole) ad essere messi al centro dell’immagine di questo documentario. 

Infine, sono presenti anche inserti funzionali girati ad hoc per l’occasione. Uno dei tocchi più distinti ed indelebili di Papa Francesco: un Uomo di parola consiste nelle scene in bianco e nero di San Francesco d’Assisi che sembrano tratte da materiale d’archivio dimenticato da anni. Le scene risultano essere complementari ai discorsi del pontefice ed offrono la cornice per un ulteriore elemento da porre in dialettica. E, nonostante la sua natura promozionale ed indubbiamente filo-papale, il documentario riesce anche a costruire una riflessione sulle tematiche del cinema di Wenders, che non si snatura ma ritorna su concetti quali il tempo, i luoghi e la velocità della vita contemporanea. L’augurio è che alle parole possano corrispondere anche altrettante azioni.

lunedì 24 settembre 2018

SE NON PUOI CAMBIARE LA LEGGE, SFIDA IL SISTEMA. DAL 19 SETTEMBRE, ARRIVA IN HOME-VIDEO END OF JUSTICE, L'ULTIMO FILM CON DENZEL WASHINGTON

di Matteo Marescalco


Grazie a Universal Pictures, dal 19 Settembre, è arrivato in DVD e in blu ray il film che ha regalato a Denzel Washington la sua ultima nomination ai Premi Oscar. Stiamo parlando di End of Justice: Nessuno è Innocente, la storia dell’avvocato Roman J. Israel.
Abiti sformati, occhialoni anni ’70, pettinatura irriverente, Roman è un idealista che ha lavorato per tutta la vita presso lo studio legale di William Jackson. La morte del suo datore di lavoro scuote il mondo polveroso in cui si è relegato Roman e lo catapulta nel pericoloso mondo reale, ben diverso da quello che caratterizzava le sue utopie. L’avvocato difensore è una scheggia impazzita proveniente dal passato, non le manda facilmente a dire e vive mangiando toast e burro di noccioline. Quando viene reclutato dallo studio legale guidato dall’ambizioso George Pierce e fa amicizia con una giovane sostenitrice dei pari diritti, s’innesca una serie di eventi torbidi che mettono a dura prova l’attivismo che da sempre caratterizza il lavoro di Roman.
End of Justice è diretto dal regista dell’acclamato Lo sciacallo-Nightcrawler e, come il precedente film, scandaglia l’anima oscura della società americana, dominata soltanto e a tal punto dalla logica del profitto da scatenare un cambiamento persino nel personaggio di Roman J. Israel, a cui presta il volto un ottimo Denzel Washington. A fargli da contraltare è Colin Farrell. L’edizione in DVD è arricchita da circa 35 minuti di Contenuti Speciali. Denzel Washington: diventare Roman J. Israel è dedicato, principalmente, alla trasformazione subita dal protagonista (nonché produttore) del film. Si pone l’accento sulla sua importanza relativamente alla realizzazione di End of Justice e sul suo notevole carisma.  
La realizzazione di End of Justice: Nessuno è innocente è dedicato, invece, all’importanza dell’utilizzo di determinate lenti per conferire un particolare mood alle riprese e della scenografia. Ottenere un effetto a partire dalle semplici immagini era un obiettivo fondamentale che regista e direttore della fotografia si erano posti. Colin Farrell: Scoprire George è un breve focus incentrato sul personaggio di George Pierce, giovane ed ambizioso avvocato che subisce un determinante processo di trasformazione stando a contatto con Roman, e sullo stesso attore. Infine, 8 scene eliminate fornisce allo spettatore la possibilità di dare un’occhiata ad alcune scene escluse dal montaggio finale.
In definitiva, End of Justice è un film da vedere, un potente racconto sulla società americana e sul suo dark side ma anche un inno alla speranza che un cambio di prospettiva può comunque generare. Di seguito, le caratteristiche tecniche dell’edizione in DVD.
Scheda tecnica
Supporto: DVD
Titolo: End of Justice: Nessuno è innocente
Durata: 1h 57minuti
Genere: Drammatico
Produzione: USA 2018
Regia: Dan Gilroy
Sceneggiatura: Dan Gilroy
Cast: Denzel Washington, Colin Farrell, Carmen Ejogo
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Data di uscita: 19/09/2018
Formato video: Schermo panoramico, formato 1.85:1, anamorfico 16:9
Audio: Dolby Digital Italiano 5.1, Inglese, Tedesco
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Tedesco, Turco
Contenuti Speciali: Denzel Washington: Diventare Roman, La realizzazione di End of Justice: Nessuno è Innocente, Colin Farrell: Scoprire George, 8 scene eliminate

domenica 23 settembre 2018

GIU' LE MANI DALLE NOSTRE FIGLIE! ARRIVA IN HOME-VIDEO L'ULTIMO PRODOTTO DEL TEAM APATOW!

di Matteo Marescalco



Dal 19 Settembre è disponibile in DVD Giù le mani dalle nostre figlie, ultima comedy sfornata dalla factory di Judd Apatow, mente comica dietro serie-tv e film come Freaks and Geeks, Love, 40 anni vergine, Molto incinta, Suxbad e Strafumati.
In prossimità del ballo di fine anno, tre adolescenti stringono un patto: perdere la loro verginità. Ciò che non avevano considerato era il ruolo dei loro genitori. Lisa, Hunter e Mitchell faranno di tutto per far desistere le loro figlie, al punto tale da organizzare una missione segreta notturna per impedire la realizzazione del patto sessuale.
Il film sancisce l’esordio alla regia di Kay Cannon (sceneggiatrice di Pitch Perfect), è prodotto da due assoluti maestri del genere (Evan Goldberg e Seth Rogen) e fornisce a John Cena il suo secondo ruolo comico (dopo quello interpretato in Un disastro di ragazza). Perchè vedere un prodotto che, in apparenza, sembra soltanto denso delle più sfrenate volgarità? Perché Giù le mani dalle nostre figlie è consanguinea di Suxbad, tenero coming-of-age in cui stand-up autobiografica e commedia come genere cinematografico si compenetrano e producono scintille. L’autobiografico nella finzione è l’elemento in più per legare lo spettatore alle vicende narrate e si sviluppa nell’ambito di un percorso che si fa sempre più folle e liberatorio con lo scorrere dei minuti. La missione con cui hanno a che fare i tre genitori del film non ha nulla a che fare con il bigottismo quanto con il dolore legato alla perdita e all’allontanamento dei figli. I sentimenti non vengono lesinati ma restano comunque ancorati ad una struttura che deflagra il perbenismo della società americana. Insomma, Giù le mani dalle nostre figlie è un buon film da vedere da soli o in compagnia durante una serata tra amici.
E adesso passiamo al secondo punto. Perché acquistare l’edizione del film in DVD? Perché Universal Pictures, ancora una volta, fornisce ai suoi clienti un prodotto curato nei minimi particolari e ricco di Contenuti Speciali. L’ingresso nel mondo del DVD è, come al solito, favorito da tre trailer di film Universal: Lady Bird (che abbiamo recensito qualche mese fa), Tremors: A cold day in hell (il cui cofanetto completo sarà disponibile a partire da Novembre) e Breaking in spianano la strada verso il Menù Principale. Passiamo subito ai contenuti speciali. 
Scene eliminate e Papere sono dedicate agli errori degli attori sul set e ad alcune sequenze escluse dal montaggio finale. Battute in libertà, Missione di soccorso e La sera del ballo focalizzano la loro attenzione su determinati momenti del film: dalla totale libertà concessa agli attori alla preparazione della missione di salvataggio delle tre ragazze fino ancora alle riprese effettuate in un gigantesco e lussuoso hotel in cui trovare le adolescenti sarà davvero difficile. La storia del sesso con Ike Barinholtz è un divertente racconto narrato dall’attore protagonista con l’ausilio di animazioni elementari. John Cena e il suo kit di sopravvivenza al ballo per genitori vuole essere una satirica guida per eliminare l’ansia degli adulti in occasione del ballo di fine anno dei figli. Bevi! Bevi! Bevi! e Vomito a fiumi analizzano due scene che è meglio non spoilerare (vi possiamo soltanto dire che la prima ha a che fare con il fondoschiena perfetto del wrestler). Infine, il commento al film della regista può essere attivato o disattivato ed accompagna la visione di Giù le mani dalle nostre figlie.
Se cercata qualcosa che si ricolleghi alla tradizione di American Pie e allo stile di Judd Apatow, siete sulla buona via!
Scheda tecnica
Supporto: DVD
Titolo: Giù le mani dalle nostre figlie
Durata: 1h 38minuti
Genere: Commedia
Produzione: USA 2018
Regia: Kay Cannon
Sceneggiatura: Brian Kehoe, Jim Kehoe
Cast: Leslie Mann, Ike Barinholtz, John Cena
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Data di uscita: 19/09/2018
Formato video: Anamorphic Widescreen 2.40:1
Audio: Dolby Digital Italiano 5.1, Inglese, Tedesco, Spagnolo
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Tedesco, Danese, Finlandese, Norvegese, Portoghese, Spagnolo, Svedese, Arabo, Hindi, Islandese, Turco
Contenuti Speciali: Scene eliminate, Papere, Battute in libertà, Missione di soccorso, La sera del ballo, La storia del sesso con Ike Barinholtz, John Cena e il suo kit di sopravvivenza al ballo per genitori, Bevi! Bevi! Bevi!, Vomito a fiumi, Commento al film della regista  

sabato 22 settembre 2018

IL NOSTRO SGUARDO AL RICCO CATALOGO HOME-VIDEO UNIVERSAL DI OTTOBRE!

di Matteo Marescalco

Il mese di Ottobre sta per raggiungerci e anche Universal risponde con una serie di uscite home-video prettamente tematiche. Il mistero, i brividi e il senso di avventura accompagneranno gli spettatori di Jurassic World: Il Regno Distrutto. Il film arriverà in DVD, blu ray e in 4K Ultra HD dal 9 Ottobre. A tre anni di distanza da Jurassic World, Isla Nublar sta per essere sommersa da lava vulcanica. Il governo deve decidere se salvare i dinosauri superstiti o se lasciare che la natura faccia il suo corso. I protagonisti del precedente episodio, Chris Pratt e Bryce Dallas Howard, tornano per un’avventura ancora più adrenalinica che prosegue il filone inaugurato da Steven Spielberg nel 1993. Pochi mesi fa (proprio in corrispondenza dell’uscita al cinema de Il Regno Distrutto), Universal aveva già rilanciato i quattro episodi della saga in nuove edizioni in DVD. Questa volta si supera con uno splendido cofanetto che comprende i cinque capitoli. Anche il boxset Jurassic: 5 Movie Collection sarà in vendita a partire dal 9 Ottobre.
Un titolo assolutamente imperdibile salvato dalla scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia è First Reformed: La creazione a rischio. Il film, diretto da Paul Schrader ed interpretato da Ethan Hawke ed Amanda Seyfried, racconta il dramma del reverendo Toller, segnato dalla morte del figlio in Iraq. Il reverendo si ritiene responsabile di questa tragedia. Ritiratosi in una piccola chiesa cristiana riformata, Toller viene messo in crisi dalla richiesta di aiuto di una coppia di giovani ambientalisti che non accettano di mettere al mondo un figlio in un mondo così corrotto e dominato dalle logiche di potere. La depressione del giovane aggravano i tormenti del prete e lo spingono a progettare una soluzione radicale. First Reformed arriverà in DVD e in blu ray dal 9 Ottobre.
È ricchissima l’offerta di nuove uscite horror, in tema con la festa di Halloween che fa da chiusura al mese di Ottobre. Iniziamo da Obbligo o verità, l’ultimo prodotto targato Blumhouse ed uscito al cinema pochi mesi fa. Un gruppo di amici inizia a giocare al celebre gioco che dà il titolo al film ma la situazione tracolla non appena qualcuno, o qualcosa, inizia a punire tutti coloro che mentono o rifiutano l’obbligo. Niente di più tradizionale per un horror giovanilistico che non sarà ricordato tra i titoli più riusciti della Blumhouse ma che riesce comunque nel suo obiettivo di donare qualche brivido ad una serata noiosa. Ancora Blumhouse con La prima notte del giudizio, quarto titolo del franchise prodotto da Michael Bay, che in breve tempo si è affermato come uno dei più preziosi degli ultimi anni. La prima notte del giudizio è uno spin-off della saga ed arriva in DVD, blu ray e 4K Ultra HD a partire dal 24 Ottobre in compagnia del cofanetto Notte del giudizio: 4 Movie Collection, che ingloba i quattro capitoli della collezione.
Restiamo ancora in tema horror con le riedizioni in 4K Ultra HD di Christine: La macchina infernale, adattamento di Stephen King firmato da John Carpenter, e di Venerdì 13: 7 Film Collection, rispettivamente disponibili a partire dal 9 e dal 24 Ottobre. A completare le uscite in tema horror ci pensa la quinta stagione di Bates Motel, la serie ispirata a Psyco, con Freddie Highmore e Vera Farmiga. 
Si aggiungono alle New Release del mese anche Pitch Perfect 3 e Tully, diretto da Jason Reitman ed interpretato da Charlize Teron, una commedia indie presentata all’ultima edizione del Sundance Film Festival. Infine, chiudono il catalogo le riedizioni in 4K Ultra HD di Hansel e Gretel: Cacciatori di streghe e de Il Grande Lebowski dei Fratelli Coen.

OTTOBRE E' IL MESE DELL'HORROR! DIAMO UNO SGUARDO AL CATALOGO HOME-VIDEO WARNER BROS!

di Matteo Marescalco


Il mese di Ottobre è universalmente riconosciuto per Halloween, la festa che celebra l’orrore e l’occulto. Per tale motivo, il catalogo home-video Warner Bros di Ottobre prevede una serie di uscite tematiche che faranno impazzire i fan del genere horror.
Iniziamo dalla straordinaria Horror Collection+Portachiavi Funko. Quattro grandi classici del cinema horror arrivano in una nuova edizione limitata che include il blu ray del film ed un esclusivo portachiavi da collezione della Funko Pop. Siete pronti? I quattro classici in questione sono niente meno che Gremlins, Nightmare, Shining ed IT. I piccoli Gizmo, Freddy Krueger, Jack Torrance e Pennywise sono pronti ad accompagnarvi ad ogni appuntamento! Le quattro edizioni speciali saranno in vendita dal 17 Ottobre.
Per restare in tema, la Conjuring Collection cavalca l’onda dell’uscita al cinema di The Nun, prequel della saga ambientato nello stesso universo condiviso nato dalla mente di James Wan ed arrivato nelle sale il 19 Settembre. Il boxset contiene, per la prima volta riuniti in un unico cofanetto, The Conjuring, The Conjuring 2, Annabelle e Annabelle 2. I patiti del genere horror troveranno pane per i loro denti. The Conjuring ha per protagonisti i coniugi Warren, due demonologi e ricercatori del male statunitensi che hanno già ispirato Amityville Horror. Annabelle, invece, racconta le vicende che hanno originato il potere maligno della bambola dall’omonimo nome. I quattro film hanno ricevuto ottimi consensi ed incassi stratosferici. Anche la Conjuring Collection arriverà al cinema il 17 Ottobre.
È arrivato il momento di cambiare genere e di proiettarci nel mondo dei supereroi. Il DC Comics Boxset è pronto a sbarcare sulle vostre scrivanie a partire dal 17 Ottobre. La collezione, edita in DVD e in blu ray, conterrà Wonder Woman, Justice League e Batman v Superman-Dawn of Justice. Il cofanetto che riunisce l’iconica trilogia DC è perfetto per ripercorrere l’origine di un mito: dal primo epico incontro-scontro tra Batman e Superman alla storia dell’amazzone Wonder Woman, fino ancora alla genesi di Aquaman, Flash e Cyborg.
Infine, chiudiamo le novità cinema con il cofanetto che riunisce nuovamente le due avventura fantasy più famose di sempre. Stiamo parlando de Il Signore degli anelli e di Lo Hobbit, nuovamente disponibili da Ottobre con un’edizione a 6 dischi in DVD e blu ray. Pronti per rivivere le epiche avventure di Frodo e Bilbo Baggins?
Passiamo, adesso, al versante delle serie-tv. Le uscite home-video del mese ci riservano The Looming Tower e la seconda stagione di Lucifer. La prima serie racconta la storia della crescente minaccia di Osama Bin Laden e Al-Qaeda alla fine degli anni ’90. Il cast è stellare e riunisce attori come Tahar Rahim, Peter Sarsgaard, Jeff Daniels e Michael Stuhlbarg, con guest star d’eccezione come Alec Baldwin. The Looming Tower è disponibile dal 17 Ottobre in DVD e in blu ray. Lucifer, invece, è basata sul fumetto della Vertigo (costola della DC), spin-off di Sandman di Neil Gaiman. Mitologia ed indagini investigative alzano la posta in gioco della prima stagione. Una serie di Contenuti Speciali rendono l’edizione ancora più pregiata.
I titoli non mancano. Voi siete pronti a darci dentro?

venerdì 21 settembre 2018

L'UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE

di Matteo Marescalco

Probabilmente, non esiste film più tribolato del Don Chisciotte di Terry Gilliam. Iniziato nel 1998, il ricco progetto (che poteva contare su ben 32 milioni di dollari di budget), inizialmente, attirò l’attenzione di Johnny Depp e di Jean Rochefort. Le riprese iniziarono nel 2000 ma sarebbero terminate entro il 2001: un violentissimo nubifragio distrusse il set e l’attore principale fu colpito da doppia ernia del disco e problemi di prostata. Le scene girate andarono a convogliare in Lost in La Mancha, documentario sulla problematica realizzazione di quello che sarebbe dovuto essere il film in realtà mai nato. A seguito dell’annullamento della produzione, Gilliam perse i diritti della sceneggiatura, riacquistati soltanto nel 2006. I successivi dieci anni hanno visto la pre-produzione del progetto decollare più volte senza mai arrivare in aeroporto. Con periodici cambiamenti nel cast e nella sceneggiatura, Robert Duvall e John Hurt si succedettero nel ruolo di Chisciotte, Ewan McGregor ed Adam Driver in quello di Toby Grisoni. Difficoltà a rintracciare i fondi per finanziare il progetto e a conciliare gli impegni degli attori causarono nuovamente il tramonto realizzativo del film. Fino al 2017, anno dell’inizio delle riprese, concluse dodici settimane dopo l’avvio, con un budget di 17 milioni di dollari.
Ma non finisce certo qui. La maledizione torna a colpire Gilliam con lo scoppio di una causa legale tra il regista e l’ex produttore Paulo Branco a pochi giorni dall’inizio dell’ultima edizione del Festival di Cannes, di cui L’uomo che uccise Don Chisciotte avrebbe dovuto chiudere la competizione. Rimosso dal concorso ufficiale, il film è stato comunque presentato alla kermesse francese, con la presenza di Gilliam data per incerta fino all’ultimo momento a causa di una lieve forma di ictus. Insomma, difficoltà a iosa hanno contrastato di continuo il regista americano, rendendo un’impresa la realizzazione del suo ultimo film.
Nel caos delle differenti versioni, che identità ha assunto in effetti questo Don Chisciotte? Di sicuro, si tratta di un ibrido poliforme differente rispetto al progetto targato 1998. Le strade intraprese sono varie e le conseguenze riportate in fase di riprese pesano come un macigno. Il protagonista del film è Toby, un regista cinico e disilluso che ha realizzato un film giovanile dedicato alla figura di Don Chisciotte. Da quel momento, il ragazzo non è riuscito più a mantenere la purezza di sguardo di allora. Nel bel mezzo delle riprese di uno spot pubblicitario, finisce nel villaggio in cui effettuò le riprese del film giovanile, scoprendo le tragiche ripercussioni sulla piccola comunità spagnola. La giovane Angelica, che una volta era l’innocenza in persona, adesso è una escort di lusso divorata dal sogno di entrare nel mondo dello spettacolo; il vecchio che interpretava Don Chisciotte è diventato pazzo ed è convinto di essere davvero Don Chisciotte. Toby si ritrova faccia a faccia con i suoi demoni, reali e immaginari ed intraprende un viaggio dal finale fantasmagorico. 
Dopo tutte le traversie di produzione, è impossibile non provare tenerezza verso questo film e non volergli un minimo di bene. Tra deformazioni prospettiche, trovate oniriche che fanno l’occhiolino a Fellini, battute su Trump ed invenzioni dense di follia, L’uomo che uccise Don Chisciotte somiglia ad un gigante dai piedi d’argilla. Alcune trovate fantastiche sono potenti ma estemporanee e non riescono a saldarsi tra loro in modo compatto. Il film soffre di un’esagerazione anarcoide di suggestioni fantastiche che lo stremano e lo rendono pesino goffo. Le idee si riproducono alla velocità della luce, dando vita ad un labirinto in cui ci si perde senza difficoltà. E la guida di Gilliam viene a mancare. Il regista non sfugge alla tentazione di specchiarsi nel protagonista del suo film, Toby, che vede la sua salute mentale vacillare di fronte ai mulini a vento scambiati per giganti. E il film rimane vittima del proprio delirio e dei mille sentieri imboccati, segno di un esagerato dosaggio che ha condotto il paziente alla morte. 

giovedì 20 settembre 2018

SIETE PRONTI A SCOPRIRE I MISTERI DELLA CITTA' DI ROMA? ANGELI E DEMONI TORNA IN DVD IN UNA NUOVA VESTE GRAFICA!

di Matteo Marescalco

Nel 2003, Il Codice Da Vinci di Dan Brown spaccava l’editoria e l’opinione pubblica mondiale con 80 milioni di copie vendute ed un argomento che si prometteva incandescente, attestandosi come uno dei libri più venduti e conosciuti di tutti i tempi. Tre anni dopo, l’omonimo film tratto dal romanzo e diretto da Ron Howard avrebbe aperto la 59esima edizione del Festival di Cannes, ricevendo pareri per lo più negativi. Ovviamente, l’enorme popolarità raggiunta da Brown ha consentito un’attenzione retrospettiva orientata alle precedenti opere dello scrittore. In modo particolare, è ricaduta su Angeli e Demoni (libro del 2000) la scelta di un adattamento uscito al cinema nel 2009, in cui sarebbe stato confermato nuovamente il regista e Tom Hanks come volto di Robert Langdon. A ben 9 anni dalla prima edizione in DVD, Angeli e Demoni torna in home-video nella collana BookMovies (di cui abbiamo già recensito Big Fish e Dracula di Bram Stoker) edita da Universal Pictures.
Il DVD è disponibile in tutti gli store fisici e digitali dal 19 Settembre ed arriva in vendita in una nuova veste grafica: la sovraccoperta in cartonato impreziosisce la nuova edizione e si ricollega alla collana d’appartenenza. Sono numerosissimi i Contenuti Speciali, che andiamo ora ad analizzare.
Scrivere Angeli e Demoni: Dan Brown e gli sceneggiatori sull’adattamento cinematografico del romanzo best-seller mostra un backstage in cui Ron Howard e gli sceneggiatori Akiva Goldsman e David Koepp spiegano le differenze realizzative e di scrittura tra Il Codice Da Vinci ed il film in questione. La featurette Gli accessori di scena: dal libro al film è incentrata sulla creazione di tutti gli appositi oggetti di scena effettuata dai tecnici. Inoltre, si pone anche l’accento sulle difficoltà che la creazione dei costumi ha provocato sulla realizzazione di un blockbuster di tale calibro. Per le riprese, sono state create in digitale e dal vivo numerosissimi ambienti che non erano utilizzabili. Angeli e Demoni: tutta la storia-Il dietro le quinte del film vede protagonista Dan Brown e sottolinea il suo fondamentale ruolo come produttore esecutivo ma, soprattutto, come mente creativa alla base del romanzo e anche dell’adattamento filmico. Infine, Questo è un ambigramma: Intervista con il disegnatore di ambi grammi John Langdon, che ha ispirato il personaggio di Dan Brown approfondisce la questione legata agli ambigrammi, stratagemma visivo di primaria importanza in Angeli e Demoni. Gli ambigrammi sono le parole che, attraverso particolari invenzioni grafiche, possono essere lette anche da capovolte, mantenendo il verso da sinistra verso destra. Infine, Trailer vari ingloba i trailer di altri film Universal: 2012, Terminator Salvation e Pelham 1-2-3: Ostaggi in metropolitana.
Che dire sulla trama? L’esperto di simbologia Robert Langdon si trova proiettato in un’avventura ai confini della realtà tra le vie di Roma. Il professore deve seguire degli indizi nascosti per scoprire la verità sulla scomparsa di quattro cardinali, rapiti dagli Illuminati, una società segreta con intenti letali. Langdon dovrà affrontare una sfida all’ultimo respiro e densa di azione attraverso cripte sigillate, catacombe mortali e il caveau più segreto al mondo!
Angeli e Demoni è un film che difficilmente ci si stanca di guardare e per questo fondamentale motivo, oltre che per la perfezione di questa nuova edizione, deve essere presente nella videoteca casalinga di ogni appassionato di cinema ma anche di chi, semplicemente, volesse trascorrere una serata all’insegna del divertimento e dei misteri!
Scheda tecnica
Supporto: DVD
Titolo: Angeli e Demoni
Durata: 2h 13minuti
Genere: Thriller
Produzione: USA 2009
Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: Akiva Goldsman, David Koepp
Cast: Tom Hanks, Ewan McGregor, Stellan Skarsgard, Ayelet Zurer, Pierfrancesco Favino
Distribuzione: Universal Pictures Italia su concessione di Sony Pictures
Data di uscita: 19/09/2018
Formato video: Schermo panoramico, formato 2.40:1, Anamorfico 16:9
Audio: Dolby Digital Italiano 5.1, Inglese, Catalano, Spagnolo
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Catalano, Danese, Finlandese, Norvegese, Olandese, Portoghese, Spagnolo, Svedese
Contenuti Speciali: Scrivere Angeli e Demoni, Gli accessori di scena: dal libro al film, Angeli e Demoni: tutta la storia, Questo è un ambigramma, Trailer vari  

mercoledì 12 settembre 2018

UN AFFARE DI FAMIGLIA

di Matteo Marescalco

Avevamo lasciato Hirokazu Kore’eda alle prese con una vicenda giudiziaria, in concorso alla 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, e lo ritroviamo nuovamente immerso nelle più tradizionali atmosfere che animano i suoi film. Per Un affare di famiglia, il regista nipponico ha trionfato all’ultima edizione del Festival di Cannes ed ha raggiunto l’affermazione presso un pubblico più ampio che, prima della vittoria, ignorava il suo nome.
Osamu e il figlio Shota tornano a casa dopo un furtarello in un supermercato locale. I due vivono con quelli che sembrano essere i familiari in un’umile dimora. Per strada incontrano la piccola e abbandonata Juri e decidono di prenderla con loro e presentarla ai restanti membri della famiglia. La moglie di Osamu decide di occuparsi della bambina quando scopre che i suoi genitori la maltrattavano. La famiglia vive di espedienti e piccoli furti, che completano il magro salario offerto dalla pensione della nonna. Per quanto possibile, sembra tutto filare liscio, fino a quando un furto andato a male scuote le fondamenta della famiglia, rivelandone un importante segreto che metterà a dura prova la sua esistenza.
Un affare di famiglia lavora tantissimo sul dialogo con lo spettatore, inglobandolo nel racconto e richiedendo la sua collaborazione in relazione all’interrogativo che già animava il film Like father like son: che cos’è una famiglia? Ciò che ci tocca o ciò che si sceglie? Insomma, la famiglia si afferma sempre più come il nucleo attorno a cui costruire discorsi sulla società giapponese contemporanea e sul contrasto tra morale e legge sociale. Il tempo scorre con delicatezza nel cinema di Kore’eda, si affianca ai personaggi e lascia fluire le dinamiche che animano i loro comportamenti. Tutto appare naturale, dai furtarelli inscenati da padre e figlio agli abbracci consolatori all’interno di un night club nipponico. Il cinema si trasforma in una complicità costruita attraverso i raccordi tra le immagini.
È sempre più il tempo dei sentimenti a costruire le storie di Kore’eda, la ricerca del flusso perduto di chi ha dilapidato gli affetti familiari e vive quell’attimo in cui le utopie giovanilistiche cedono il passo alla maturità dell’età adulta. E allora ci si accontenta di una vita imperfetta ma autentica, spesa a redimersi attraverso il tentativo di trasformarsi in parenti, genitori, cugini, fratelli, zii. Con l’obiettivo di raggiungere un’autenticità che vive solo in determinate immagini cinematografiche. 

GLI INCREDIBILI 2

di Matteo Marescalco



Nel mondo reale son trascorsi ben 14 anni dal primo episodio de Gli Incredibili che, nel 2004, si affermava come uno dei tasselli fondamentali dell’universo Pixar e sdoganava come protagonisti i supereroi che, negli anni a venire, si sarebbero affermati come personaggi fondamentali dell’industria cinematografica americana. Da quel momento in poi, la Pixar ha creato diversi sequel e rare gemme come Inside Out e Coco, i supereroi hanno inflazionato ogni spazio disponibile e la CGI ha raggiunto traguardi impensabili. 

Gli Incredibili 2 ha la sua genesi nel finale del primo episodio: il Minatore dichiara guerra alla pace e alla felicità e la nostra normale famiglia di supereroi decide di intervenire, nonostante un bando statale renda fuorilegge i super. Insomma, le cose vanno male e i Parr vengono scaricati anche dal programma di protezione. Proprio quando Helen e Bob si stanno rassegnando ad una vita da fuorilegge in fuga, giunge inaspettata una succulenta proposta: il magnate Winston Deavour e la sorella Evelyn offrono una soluzione. I due propongono ai supereroi una totale copertura mediatica delle loro imprese in modo tale da influenzare in positivo la società e da riaccogliere a braccia aperte gli individui con poteri speciali. Per perorare la loro causa, i due scelgono Elastigirl come frontwoman del loro progetto e a Bob toccherà trasformarsi in casalingo. Ma non tutto ciò che luccica è oro colato e le minacce rimangono in attesa dietro l’angolo.

L’idea di rivisitare ed aggiornare un capolavoro d’animazione di 14 anni fa è stata molto coraggiosa e Brad Bird è riuscito nell’intento, rendendo Gli Incredibili 2 un film sopravvissuto a circostanze potenzialmente avverse. La solita stratificazione di linee narrative è accompagnata da una maestria assoluta nella gestione delle scene action. Gli inseguimenti al cardiopalma e le numerose gag che vedono protagonista Jack-Jack divertono e tengono incollati alla poltrona. A fare da sfondo è il “castello” ipertecnologico in cui va a vivere la famiglia Parr, un agglomerato di vetrate trasparenti e tecnologia all’ultimo grido che cozza fortemente contro smorta abitazione precedente in cui vivevano i supereroi. La nuova identità, in un certo senso, passa anche dal cambio di dimora. 

Tutto il sequel è costruito sulla base di un canovaccio ben noto, quello del primo episodio, che si presta ad una serie di detonazioni. Da un lato, alcuni supereroi vivono il proprio dono come una condanna che li rende diversi da tutti gli altri individui “normali”; dall’altro lato si situano i Parr, secondo cui una vita normale non gli farebbe esprimere la loro reale natura. Le vicende supereroistiche sono sempre accompagnate dal versante umano dei loro protagonisti. Molto probabilmente, è questo l’aspetto che distingue Gli Incredibili dai restanti e numerosissimi supereroi: è proprio l’attenzione al background umano a rendere questo ennesimo sequel una piccola gemma.

lunedì 10 settembre 2018

RICORDI?

di Matteo Marescalco

*recensione pubblicata per Point Blank: https://www.pointblank.it/recensione-film/valerio-mieli/ricordi

È un interrogativo a dare il titolo all’ultimo film di Valerio Mieli, presentato alla 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia (nella sezione Giornate degli Autori) ben nove anni dopo Dieci Inverni, piccolo gioiello che ha affermato il regista come uno dei talenti più interessanti del cinema italiano. Dal primo film, la partitura non cambia più di tanto: il tempo continua ad essere l’elemento portante su cui scolpire una storia. Tra la nebbia e i sotoporteghi lagunari di Dieci Inverni, Camilla e Silvestro testavano la possibilità di essere una coppia con la cadenza stagionale dettata dal titolo. Molto simile al primo film per mood e umanità, Ricordi? si svincola da una logica narrativa lineare per abbracciare, attraverso quelle che potremmo definire soggettive emozionali, la forza universale dei sentimenti.
 
Il film costruisce la propria specificità su una logica che risponde al tempo interiore dei protagonisti, convinti che sia possibile risolvere i problemi del presente attraverso la rievocazione di eventi ormai trascorsi. In principio di ogni cosa c’è uno sguardo e una breve chiacchierata. Lui (Luca Marinelli) è un romantico e crede che ogni inizio nasconda in sé anche una fine; lei (Linda Caridi) è allegra e portatrice di una purezza che la porta a vivere sempre il presente con il massimo della tenerezza possibile. In mezzo a loro il tempo, agente imperturbabile che rallenta e velocizza il mondo a suo gradimento, e gli attimi che sfumano e non tornano mai più, se non sotto forma di ricordo.

domenica 9 settembre 2018

LA PROFEZIA DELL'ARMADILLO

di Matteo Marescalco

*recensione pubblicata per Point Blank: https://www.pointblank.it/recensione-film/emanuele-scaringi/la-profezia-dellarmadillo

Nella prefazione alla vecchia edizione del graphic novel di debutto di Zerocalcare per Bao Publishing, Makkox parla della straordinaria capacità di Michele Rech di creare singole scene dagli effetti comici che danno vita ad un insieme che, al contrario, suscita nel lettore un profondo senso di disagio e di inadeguatezza. In effetti, uno dei maggiori pregi de La profezia dell’armadillo consiste proprio in questo andirivieni dei sentimenti, nel polpo alla gola provocato dalla rievocazione di eventi trascorsi, su cui viene gettata una luce differente in virtù di una nuova consapevolezza nei loro confronti. Per questo motivo, oltre che per l’inevitabile traslazione mediale dal fumetto al live action, la curiosità attorno al film era assai elevata.
 
Zero è un ragazzo che vive a Rebibbia e che si arrabatta come può dando ripetizioni, lavorando come disegnatore e cronometrando le file dei check-in all’aeroporto. Una volta tornato a casa, lo aspetta la sua coscienza critica, un Armadillo che, con conversazioni al limite del paradossale, lo aggiorna costantemente su cosa succede nel mondo. A tenergli compagnia è l’amico d’infanzia Secco. La vita dei due ragazzi subirà un cambiamento alla notizia della morte di Camille, compagna di scuola nonché suo amore adolescenziale mai dichiarato. L’immaginario di Zerocalcare è fatto di plum-cake, centri sociali, band musicali punk, di una Rebibbia che custodisce lo scheletro di un mammuth, enorme quanto le responsabilità percepite dai trentenni di oggi, una generazione che al contrario delle precedenti, non ha in mano le chiavi della propria vita. Roma è, ovviamente, il contenitore perfetto per vicende cristallizzate come quelle raccontate da Michele.  
 
*continua a leggere su Point Blank: https://www.pointblank.it/recensione-film/emanuele-scaringi/la-profezia-dellarmadillo

A STAR IS BORN

di Matteo Marescalco


Nel documentario a lui dedicato e passato in sala casualmente durante la stessa giornata di proiezione di A star is born, William Friedkin discute della pratica dei remake, sostenendo che non si tratti di semplici operazioni caratterizzate da un meccanismo di copia e incolla ma di rivisitazioni volte ad attualizzare e ad adattare un testo ad una particolare epoca.
 
A tal proposito, come non pensare al film che segna il debutto di Bradley Cooper dietro la macchina da presa e sancisce la definitiva maturità dell’ex rom-com star? A star is born, infatti, è la terza versione di E’ nata una stella di William Wellman (1937), dopo gli omonimi musical di Cukor e di Pierson (rispettivamente del 1954 e del 1976).
 
Lui, Jackson Maine (Bradley Cooper) è un cantante di successo sul viale del tramonto; aspetto alla Eddie Vedder, rapporto burrascoso con il fratello e gravi problemi di udito caratterizzano il suo presente. Lei, Ally (Lady Gaga), è un’aspirante cantante che lavora duramente di giorno e si esibisce in un locale di drag-queen di notte. Il primo incrocio di sguardi tra i due è da togliere il fiato. Jack sostiene ed incoraggia l’ingresso di Ally nel mondo dello spettacolo e lei trasforma in familiari i luoghi in cui lui ha sempre vissuto in preda ai fantasmi del passato. Ma lo spettro dell’alcool e della droga è dietro l’angolo. 
 

FRERES ENNEMIS

di Matteo Marescalco


“Ricordi? Abbiamo attaccato la carta da parati insieme. Allora non mi piaceva, adesso mi manca”.
 
Si tratta di una battuta pronunciata da Manuel al ritorno a casa dei genitori con cui ha un rapporto conflittuale. Il ragazzo fa parte di una comunità slava in una banlieue parigina che soffoca ogni possibilità di fuga. Le rapine e lo spaccio di droga sono all’ordine del giorno fino a quando la morte per omicidio del suo migliore amico lo spinge a rivolgersi a Driss un investigatore della narcotici cresciuto nel suo stesso ambiente ma che è riuscito a passare all’altro lato della barricata. Chi è il mandante dell’omicidio? Tra marciapiedi ed appartamenti asfissianti, si consumano le fughe ed i regolamenti di conti di Manuel. 

Con un occhio ad Heat di Michael Mann e a I padroni della notte di James Gray, le dinamiche tradizionali del genere polar sono immerse in un contesto sociale ed umano che ne arricchiscono le sfumature e le fughe emotive. Risulta, a tal proposito, impressionante il contrasto tra la mascolinità ferina e criminale di Manuel nei momenti al cardiopalma e le pause di riflessione che consentono anche allo spettatore di tirare il fiato e respirare dopo gli inseguimenti in ambienti ad alveare che opprimono ogni possibilità di futuro. Eppure, qualcosa c’è. Le atmosfere tragiche consentono al film di trovare una sua dimensione emotiva e di registrare alcuni momenti di estrema potenza.