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venerdì 21 dicembre 2018

LA TOP 10+1 DEI FILM DEL 2018 (SECONDA PARTE)

di Matteo Marescalco


Secondo film in Top10+1 diretto dal regista più redditizio di tutti i tempi e terzo in cui c'è il suo zampino. A più di 70 anni, Spielberg dimostra uno sguardo molto più nitido di quello di moltissimi giovani registi ed una maturità stilistica irraggiungibile. Grazie a lui, arriva il film-manifesto della cultura digitale ed un trattato su universi condivisi e realtà virtuale, ovvero sul presente e sul futuro del mondo del cinema. Negli anni, i film di Spielberg sono riusciti a costruire un'emozione di massa ed un'empatia planetaria che sono andate oltre ogni definizione. Easter-egg, archeologia della visione, intrattenimento partecipato, liquidità del reale sono solo alcuni dei temi presenti in questo gigantesco vaso di pandora che vi risucchierà completamente al suo interno. Non crediate che, in fondo, Ready Player One sia così diverso da The Post. Anche questo film di Spielberg, infatti, non dimentica mai l'importanza dei rapporti reali ed il cuore umano ed ingenuo di ogni narrazione condivisa.


L'ISOLA DEI CANI di Wes Anderson
Nel suo ritorno alla stop-motion, Anderson racconta la millenaria guerra tra cani e gatti. Ma anche una vicenda drammaticamente umana che ha per protagonista un bambino che ha perso la sua famiglia ed il suo cane da guardia e parte alla sua ricerca, recandosi su un'isola sulla quale sono stati trasferiti tutti i cani, affetti da una malattia mortale. Racconti, storie e narrazioni presentati per mezzo di cornici e flashback mostrano abbandoni ed innamoramenti. E, sotto la superficie estetica, si annidano tensioni e spinte centrifughe che, finora, il cinema di Wes Anderson aveva contenuto. Questa fiaba costruita come un cubo di Rubik parla di padri e di figli ma anche di amore e tolleranza. E lo fa attraverso le derive del linguaggio. Ne consegue un'idea di umanità in cui non contano le parole ma l'etica dello sguardo e dell'ascolto. Questa volta, l'unica salvezza consta nel tentativo di comprensione veicolato dal segnale universale di sentimenti e legami.

DOGMAN di Matteo Garrone
Il sole sta per sorgere sul litorale di periferia. Ma, questa volta, non c'è nemmeno più spazio per quei finali in bilico di Reality e de Il racconto dei racconti, tra apertura onirica e sopravvivenza. Resta solo un'estenuante spossatezza difficile da lasciarsi alle spalle. Dopo l'apertura internazionale, il cinema di Garrone torna alle sue atmosfere più congeniali. Macchine a spalla che pedinano i personaggi e chiaroscuri dell'anima. Dogman porta in scena un mondo privo di regole e di sogni, un'ultima frontiera in cui nemmeno la speranza è riuscita a penetrare e dove tutto rimane costantemente uguale a sé stesso. In un contesto del genere, nemmeno il sacrificio di Cristo verrebbe notato. Il dato cronachistico è superato di slancio e, in questa fiaba nera, attinge a valori universali. 

GLI INCREDIBILI 2 di Brad Bird 14 anni dopo uno dei film che si sarebbe affermato come un tassello fondamentale dell'universo Pixar, i supereroi de Gli Incredibili tornano al cinema, ancora diretti da Brad Bird ma in un contesto produttivo totalmente differente. Superman, Batman e gli Avengers, infatti, fanno da padroni al botteghino e le storie con supereroi come protagonisti ci accompagnano ogni giorno. La stratificazione di linee narrative è accompagnata da scene action da urlo e, ancora una volta, è l'attenzione al background umano che rende questo nuovo prodotto Pixar una vera e propria perla.

AVENGERS: INFINITY WAR di Anthony e Joe Russo
Infinity War è esageratamente definitivo per essere considerato l'ennesimo Marvel-movie. Un ciclo è arrivato alla sua fine e i fratelli Russo giungono alla (quasi) conclusione della Fase Tre dell'MCU nel miglior modo possibile. Anche gli dei stramazzano al suolo ed affrontano le loro paure più recondite. Le innumerevoli linee narrative vengono gestite abilmente, come mai prima d'ora in un blockbuster dedicato ai supereroi e conducono ad esiti sorprendenti. Non ci resta che attendere Endgame e capire dove andrà a parare questa nuovelle vague del cinema supereroistico. 

LA TOP 10+1 DEI FILM DEL 2018 (PRIMA PARTE)

di Matteo Marescalco

Si tratta, indubbiamente, del nostro colpo di fulmine del 2018. Presentato alla scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia, il film di Bradley Cooper ha conquistato i cuori di pubblico e critici. La definitiva maturità dell'ex rom-com star è ormai acclarata. L'opera prima di Cooper è ubriaca d'amore di una purezza acerba che la rende molto simile ai personaggi che racconta. Jackson Maine è un cantante di successo sul viale del tramonto; Ally è un'aspirante cantante che si esibisce in locali notturni e, durante il giorno, lavora come cameriera. I due si incontrano e la passione finirà per incendiare il cuore di entrambi, lasciano tracce permanenti in quello di Jackson Maine. Lunga vita a questo cinema che lavora al meglio sugli archetipi di genere, che si aggrappa alla luce della propria passione, che nasce, fiorisce e cade, riuscendo a far convivere per magia una stella ed un profondo buco nero. 

Il più grande narratore per immagini del cinema americano contemporaneo è presente nella Top 10+1 dell'anno con ben due film. Il primo è una lezione di cinema civile che, a partire dalla messa in scena, riflette sul concetto di tempo e crea un atto di resistenza nei confronti dell'istantaneità della cultura digitale. In The Post, persino un soggiorno si trasforma nel palcoscenico della Storia, un luogo in cui ogni gesto, dal più palese al meno visibile, contribuisce all'innalzamento della tensione. Il meccanismo di campo e controcampo edifica la geografia degli spazi, puntando tutto sulla centralità dell'essere umano nell'ecosistema della vicenda narrata. E' proprio nel cinismo dell'epoca corrente che Spielberg ricostruisce un cinema come ultimo custode di un bagliore nostalgico che incendia lo schermo e le coscienze di chi guarda.

Il film di Sean Baker è l'esempio più lampante di un cinema che ama i personaggi e le storie che racconta. Nel paesaggio iper-reale portato in scena, l'unico segno di autenticità è da riscontrare nell'indistruttibile vitalità dei personaggi più piccoli che, anche di fronte alla crisi definitiva, non si sottraggono ad un'ultima corsa verso il castello fatato. Un sogno chiamato Florida è un saggio da manuale sul potere della meraviglia che abita l'infanzia in ogni aspetto della quotidianità, una camminata verso un futuro probabilmente impossibile da costruire ma in cui non smettere mai di credere. In fin dei conti, è proprio questo che ogni spettatore dovrebbe fare nei confronti del cinema. 

Il primo lungometraggio animato dedicato a Spider Man spacca gli schermi cinematografici. Straordinario nella resa cromatica che allontana il fotorealismo, il film riesce ad emulare lo stile dei fumetti, inserendo anche onomatopee e pallini tipici della retinatura. L'animazione scatenata va a suon di musica e moltiplica esponenzialmente situazioni, stili e generi diversi. Il film di Lord e Miller dimostra le numerosissime direzioni che possono essere intraprese dall'animazione e le infinite possibilità di sperimentazione che rinnoverebbero ulteriormente uno dei settori più all'avanguardia del mondo del cinema.

C'è ancora lo zampino di Steven Spielberg anche in questo spin-off di Transformers con John Cena e la splendida Hailee Steinfeld. In effetti, il risultato finale è quanto di più vicino ad E.T. si possa immaginare. Questo film rappresenta uno di quei casi in cui gli archetipi, piuttosto che risultare scontati, funzionano come eccellenti pilastri attorno a cui costruire la narrazione. Una ragazza appassionata di motori ha da poco perso il padre. Il suo rapporto con la madre e con il suo nuovo compagno non è dei migliori. La sua vicenda si intreccia con quella di Bumblebee, inviato in California da Optimus Prime in occasione della fuga da Cybertron. Le esistenze dei due esseri si legano reciprocamente e si scopriranno più collegate di quanto si possa immaginare. Non dubitiamo che Bumblebee, in futuro, possa essere considerato un piccolo cult per ragazzi alla stregua de I Goonies!


DRAGGED ACROSS CONCRETE di S. Craig Zahler
Dopo Brawl in cell block 99, il toro scatenato del cinema americano torna alla Mostra del Cinema di Venezia con un altro film che ridisegna il poliziesco/western/neo-noir contemporaneo. Mel Gibson interpreta il ruolo di un poliziotto disincantato a cui bullizzano la figlia e che non ha ottenuto nemmeno una promozione in carriera. Vince Vaughn è il suo collega con parecchi conti in sospeso con la sua fidanzata. I due vengono incastrati da un video mentre compiono violenza nei confronti di un criminale. Ancora una volta, il film di Zahler è una discesa negli inferi dell'animo umano, la registrazione della mutazione caratteriale di personaggi immersi in un contesto retro, che richiama alla memoria le traiettorie del poliziesco anni '80. I silenzi dominano gran parte del film e le esplosioni di violenza giungono inaspettate, esaurendosi in pochissimo tempo. Di sicuro, si tratta del film crepuscolare dell'anno.

*link alla seconda parte della Top 10+1 dei film del 2018

giovedì 20 dicembre 2018

10 (+1) FILM PIU' ATTESI DEL 2019 (SECONDA PARTE)

di Matteo Marescalco


FREAKS OUT di Gabriele Mainetti
Lo chiamavano Jeeg Robot è arrivato con la forza di un fulmine nel contesto produttivo italiano e ha dato una spinta straordinaria al settore cinematografico. A distanza di qualche anno, Gabriele Mainetti è uno dei nomi di punta tra i registi italiani e Nicola Guaglianone uno sceneggiatore di fondamentale importanza, tanto da essere persino incluso nei poster dei film da lui sceneggiati, alla pari con il nome del regista (La befana vien di notte). Un tuffo nel genere che potesse portare in sala target differenti serviva per il cinema italiano. Freaks Out è un progetto ancora avvolto nel mistero e pochissimi dettagli sono trapelati. Il film racconta la storia di quattro personaggi, legati come fossero fratelli, durante il periodo in cui la Seconda Guerra Mondiale si abbatte su Roma. I quattro lavorano in un circo e vorrebbero fuggire oltreoceano. Quando il proprietario del circo nonché loro padre putativo scompare, i quattro freak si trovano in giro per Roma senza un posto in cui andare. Mainetti miscela suggestioni fantastiche e ambientazioni reali. Il parere dei primi compratori internazionali che hanno visto alcune scene pre-montate è estremamente positivo e si è concentrato, soprattutto, sul gigantismo produttivo. Uscita: autunno 2019.

IL PRIMO RE di Matteo Rovere
Altro giovane scatenato del cinema italiano, Matteo Rovere ha calamitato le attenzioni italiane ma non solo con Veloce come il vento, un Fast and Furious all'italiana, con Stefano Accorsi e la giovane Matilda De Angelis e producendo la trilogia di Smetto quando voglio, diretta da Sydney Sibilia. Rovere sostiene la fondamentale importanza di una lunga post-produzione in grado di affinare ulteriormente ogni film. Il Primo Re racconta la storia di Romolo e Remo e della fondazione di Roma. Il film è stato annunciato ad Aprile 2017, a Giugno Alessandro Borghi si è unito al cast nel ruolo del protagonista ed ogni effetto visivo e coreografico è stato interamente realizzato in Italia. Girato interamente con luce naturale e in formato anamorfico, Il Primo Re è recitato in un protolatino precedente a quello arcaico, parzialmente ricreato grazie all'aiuto di numerosi semiologi. Le fonti di ispirazione per la realizzazione del film sono state Revenant, Valhalla Rising, Braveheart e L'ultimo dei Mohicani. Uscita: 31 Gennaio 2019.

AD ASTRA di James Gray
Un ingegnere con una lieve forma di autismo cerca di capire come mai il padre, scomparso 20 anni prima, sia partito per una missione su Nettuno per cercare segni della presenza aliena, senza mai fare ritorno. Per farlo, parte per un viaggio nel sistema solare con la speranza di capire com'è morto il padre. Altro cast d'eccezione che annovera Brad Pitt, Donald Sutherland e Tommy Lee-Jones per l'ultima fatica di James Gray (che torna al cinema dopo Civiltà perduta), autore dei più (in)compiuti drammi umani dell'ultimo ventennio. Il romanticismo di Two Lovers ed il neo-noir de I Padroni della notte si fonderanno con la science-fiction in questo Ad Astra? Chissà! Uscita: Maggio 2019.


US di Jordan Peele
Il 2017 ed il 2018 sono stati due anni straordinari per Blumhouse Productions, reduce dagli straordinari successi mondiali di Split, Halloween (2018) e Get Out. In modo particolare, l'ultimo film si è affermato come il secondo più redditizio mai prodotto dalla casa di produzione di Jason Blum, portando il suo regista e sceneggiatore alla vittoria del Premio Oscar come Miglior Sceneggiatura Originale. Get Out rivelava il volto subdolo della buona borghesia americana in un crescendo ipnotico in grado di terrorizzare lo spettatore. Us segna il ritorno di Jordan Peele dietro la macchina da presa e racconta le vicende di una madre e di un padre che portano i loro figli alla loro casa al mare, decisi a staccare la spina e a trascorrere del tempo con gli amici. Ma, al calare della notte, la loro serenità si trasforma in tensione e caos quando alcuni visitatori giungono senza essere stati invitati. Uscita: 15 Marzo 2019.

ARTEMIS FOWL di Kenneth Branagh
Artemis Fowl è un geniale dodicenne miliardario che sfrutta il crimine per allargare ulteriormente il suo patrimonio. Quando rapisce una fata per rubarla la magia necessaria a salvare la sua famiglia, non si rende conto di sfidare un potere molto pericoloso. L'avvincente young-adult di Eoin Colfer viene trasposto al cinema da Kenneth Branagh, uno dei principali interpreti teatrali inglesi. Cosa aspettarsi da questo adattamento targato Walt Disney? Speriamo ben poco di Nelle pieghe del tempo e de Lo Schiaccianoci e i quattro regni e qualcosa che, invece, riesca a mantenere lo spirito della saga e delle più straordinaria e mirabolanti avventure disneyane! Uscita: 19 Settembre 2019.

SHAUN VITA DA PECORA: FARMAGEDDON di Will Becher e Richard Phelan
Prodotta dalla Aardman Animations, Shaun, vita da pecora è una serie animata nata nel 2007 ed incentrata su un personaggio minore apparso in Una tosatura perfetta, cortometraggio in claymation dedicato a Wallace & Gromit. Vita da pecora è diventato anche un film nel 2015 e si appresta ad avere il suo sequel: Farmageddon. Questa volta, il gruppo di pecore guidato da Shaun si troverà ad affrontare un'invasione aliena! Le aspettative nei confronti di questa serie muta caratterizzata da un umorismo che basa la propria forza su gag non verbali sono davvero straordinarie! E non dimentichiamo che Aardman Animations ha dato vita anche a Galline in fuga. Quindi? Se non vi fidate, fiondatevi in sala il giorno del prossimo Halloween! Uscita: 31 Ottobre 2019.

10 (+1) FILM PIU' ATTESI DEL 2019 (PRIMA PARTE)

di Matteo Marescalco

GLASS di M. Night Shyamalan
Split aveva rivelato al mondo l'esistenza del cosiddetto Shyamalanverse, un universo narrativo comprendente anche Unbreakable, film che nel 2000 ha ottenuto eccellenti riscontri critici. Terzo episodio della trilogia dedicata alla genesi dei supereroi, Glass ritroverà i personaggi di David Dunn, Elijah Price e di Kevin Wendell Crumb e li farà scontrare per un'ultima volta. In seguito agli eventi di Split, David Dunn insegue la personalità sovrumana di Crumb, nota come La Bestia, in una serie di scontri sempre più intensi. Nel frattempo, l'oscura presenza di Mr. Glass emerge come l'orchestratore che detiene i segreti più nascosti di entrambi gli uomini. Nel 2017, Split ha dato un'ulteriore scossa alla carriera di M. Night Shyamalan, dopo l'ottimo successo ottenuto da The Visit. Glass riuscirà nuovamente a confermare il regista di origini indiane come uno dei talenti più indiscussi del cinema americano? Uscita: 17 Gennaio 2019.


TOY STORY 4 di Josh Cooley
Dopo il commovente addio di Toy Story 3, il cowboy più famoso del mondo animato torna in Toy Story 4, progetto sceneggiato da tutto il team della Pixar. Tra i soggettisti e gli sceneggiatori, infatti, figurano John Lasseter, Andrew Stanton, Pete Docter, Lee Unkrich, Will McCormack e Stephany Folsom. Dopo la partenza di Andy per il college, Woody e i suoi amici giocattoli continuano a vivere nella stanzetta di Bonnie. Tuttavia, l'arrivo di un nuovo giocattolo di nome Forky porterà il cowboy e gli altri verso una nuova ed entusiasmante avventura. Sporky, Ducky e Bunny sono altri tre nuovi ingressi nel mondo di Toy Story. Anche Keanu Reeves si è unito al cast dei doppiatori. Nonostante una serie di problemi produttivi che hanno portato più volte al rinvio, Toy Story 4 è, senza dubbio, uno dei film più attesi della prossima stagione cinematografica. Al posto del compianto Fabrizio Frizzi, a doppiare Woody sarà Angelo Maggi, storico doppiatore di Tom Hanks. Uscita: 27 Giugno 2019.


IT 2 di Andy Muschietti
Nel 2017, la prima parte di IT è andata molto vicino ad aprire la Mostra del Cinema di Venezia. Chissà che il 2019 non sia la volta buona. Nel frattempo, con più di 700 milioni di dollari di incassi, il film di Andy Muschietti si è affermato come l'horror che ha incassato di più nella storia del cinema. Il Club dei Perdenti tornerà al cinema il prossimo Settembre con un cast rinnovato e dai nomi altisonanti (su tutti, Jessica Chastain, James McAvoy, Bill Hader e Xavier Dolan) e con ambizioni e aspettative ben più nutrite. Riuscirà il secondo episodio ad ottenere lo stesso riscontro critico ed economico del precedente episodio? E, soprattutto, sarà in grado di seguire la straordinaria costruzione narrativa del libro di Stephen King? Uscita: 6 Settembre 2019.

C'ERA UNA VOLTA A HOLLYWOOD di Quentin Tarantino
Fin da quando è stato annunciato il cast, il nuovo film del regista più iconico degli ultimi 20 anni ha calamitato l'attenzione dei media di tutto il mondo. Margot Robbie, Kurt Russell, Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Dakota Fanning, Al Pacino, Scott McNairy, Tim Roth, James Marsden e Lorenza Izzo sono un'eccellente carta di presentazione. A ciò si aggiunge la vicenda narrata. Il film, infatti, è ambientato nella Los Angeles del 1969 e racconta il mondo della capitale dello showbiz americano. Sogni, ambizioni, successo e ricchezza. Le zone d'ombra del mondo di Hollywood caratterizzeranno l'esistenza di Rick Dalton, vecchia star di uno show western, e del suo storico stunt-man, Cliff Booth. Entrambi tentano di sbarcare il lunario in un ambiente che sembra averli dimenticati. I due uomini vivono accanto a Sharon Tate, giovane attrice, moglie di Roman Polanski e futura vittima della Manson's Family. Uscita: 28 Agosto 2019.

AVENGERS: ENDGAME di Anthony e Joe Russo
Da Captain America: The Winter Soldier, i Fratelli Russo ne hanno fatto di strada! I due hanno diretto Avengers: Infinity War, l'ultimo capitolo dedicato ai Vendicatori nonché uno dei cinecomic più acclamati di tutti i tempi. Il film, debitore della tragedia greca, riesce a shakerare stili diversi e a raggiungere vertici estremi di pathos. Senza dubbio, Endgame è uno dei titoli più attesi dell'anno perché rappresenta la chiusura della Fase Tre del MCU, lo straordinario universo narrativo dedicato al mondo dei fumetti Marvel. Dopo il commovente epilogo di Infinity War, che sorte attende i nostri eroi preferiti? Ben presto lo scopriremo! Uscita: 24 Aprile 2019.

*link alla seconda parte della classifica

venerdì 23 dicembre 2016

I FILM PIU' ATTESI DEL 2017

di Matteo Marescalco

THE LOST CITY OF Z di James Gray
Il 2016 avrebbe dovuto assistere al ritorno nelle sale di uno dei maggiori autori americani contemporanei, James Gray, con il suo ultimo The Lost City of Z. Il film è stato presentato al New York Film Fest ma non è ancora stato distribuito. L'uscita è stata posticipata al 2017, ragion per cui, è nostro dovere inserire The Lost City of Z nella classifica dei film più attesi del prossimo anno. Il progetto, ambientato durante la prima guerra mondiale, è ispirato al romanzo scritto da David Grann, che racconta la storia del colonnello Percival Fawcett, esploratore scomparso negli anni '20 mentre cercava una città leggendaria nella giungla del Brasile. Alla fotografia figura Darius Khondji, tra i produttori Brad Pitt. Il cast comprende Robert Pattinson, Sienna Miller e Benedict Cumberbatch. Noi moriamo dalla voglia di gettarci a capofitto in un nuovo mondo portato in scena da Gray che, in passato, ci ha già completamente conquistati con Two Lovers e I padroni della notte

LA LEGGE DELLA NOTTE di Ben Affleck
Il 2017 sarà anche l'anno di Ben Affleck, alle prese con questa trasposizione dall'omonimo romanzo di Dennis Lehane (così caro al cinema americano), con la Justice League di Zack Snyder e con la scrittura e la regia dell'ultimo lungometraggio incentrato su Batman. Tanta carne al fuoco per l'attore che non è mai stato particolarmente amato dalla critica ma che, negli ultimi anni, grazie ad una serie di splendide prove da regista, ha raggiunto il suo completo riscatto. La vicenda segue il figlio del capitano della polizia di Boston che, nel 1920, in pieno proibizionismo, iniziò la sua scalata da ladruncolo di strada a noto e combattuto contrabbandiere. Il cast all-star è composta da Sienna Miller, Zoe Saldana, Elle Fanning, Brendan Gleeson, Scott Eastwood, Chris Cooper, Chris Messina e dallo stesso Ben Affleck, nel ruolo del protagonista. Le prime recensioni americane esprimono pareri contrastanti. In uscita in Italia a Febbraio. 

BLADE RUNNER 2049 di Denis Villeneuve
Proprio pochi giorni fa è stato diffuso il primo teaser di quest'ultimo progetto targato Denis Villeneuve, sequel di un caposaldo dell'immaginario collettivo, il Blade Runner di Ridley Scott del 1982. Il film arriverà nelle sale a Ottobre 2017 e vede la partecipazione nel cast di Harrison Ford, Ryan Gosling, Robin Wright, Dave Bautista e Jared Leto. Produttore esecutivo è Ridley Scott, alla direzione della fotografia Roger Deakins. 

JUSTICE LEAGUE di Zack Snyder
Il 17 Novembre 2017 sbarcherà nelle sale americane il quinto episodio del DC Extended Universe, dopo Man of Steel, Dawn of Justice, Suicide Squad e Wonder Woman. Il tentativo della DC è quello di emulare il progetto che la Marvel, tuttavia, ha costruito in un margine di tempo superiore (con meno fretta e, quindi, almeno sulla carta, più coesione ed attenzione). Numi tutelari del DC Extended Universe sono stati Christopher Nolan, Zack Snyder, Chris Terrio, David Goyer e Ben Affleck, assoluto protagonista dell'one man show che sarà il prossimo Batman. Bruce Wayne, Diana Prince ed altri metaumani, tra cui Flash, Aquaman e Cyborg, si alleano per fronteggiare un nuovo nemico che vuole mettere la Terra in serio pericolo. 

IT di Andy Muschietti
Annata d'oro per i fan di Stephen King che vedranno trasposti sullo schermo due delle principali opere del loro beniamino: IT diretto da Andy Muschietti (che ha preso il posto del più carismatico Cary Fukunaga dopo il suo abbandono per divergenze creative) e La Torre Nera di Nikolaj Arcel. Il romanzo arriverà sugli schermi a Settembre 2017 e proverà a riscattare il parziale fallimento della miniserie televisiva del 1990. 

SMETTO QUANDO VOGLIO: MASTERCLASS di Sidney Sibilia
Due anni Smetto quando voglio di Sidney Sibilia non ha faticato a trasformarsi in un instant cult. Il prossimo anno sbarcherà nelle sale il secondo episodio di una trilogia: Smetto quando voglio: Masterclass. La scalata alla piramide della malavita non ha portato lontano il gruppo di laureati formato da un neurobiologo, un chimico, un economista, un archeologo e due latinisti. La loro avventura, nonostante siano tutti finiti in carcere, non è ancora terminata. Adesso è la legge ad avere bisogno di loro. Che sia un primo gradino per la costruzione di un'industria culturale italiana? I bei risultati raggiunti al botteghino dal primo episodio, da Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti e da Veloce come il vento di Matteo Rovere fanno ben sperare. 

TWIN PEAKS di David Lynch
26 anni dopo. David Lynch, Mark Frost, Kyle MacLachlan, David Duchovny, Sherilyn Fenn, Sheryl Lee, Harry Dean Stanton, Monica Bellucci, Jim Belushi, Michael Cera, Laura Dern, Balthazar Getty, Ashley Judd, Jennifer Jason Leigh, Trent Reznor, Tim Roth, John Savage, Tom Sizemore, Eddie Vedder, Naomi Watts. Ed è subito leggenda. David Lynch torna alla regia della serie-tv considerata una delle più influenti nella storia. Basta conoscere i principali responsabili del progetto ed il cast completo per raggiungere elevatissime vette di hype. La trama è segreta, nulla è trapelato dal set. Non ci resta altro da fare che attendere l'uscita e sperare in un progetto che non sia soltanto un nostalgico revival ma un ritorno in grande stile per un regista in pausa da ben 10 anni. 

LA TORRE NERA di Nikolaj Arcel
Finalmente, sappiamo con certezza che l'estate 2017 vedrà l'uscita del contenitore di tutte le storie di Stephen King, La Torre Nera. Il ricco cast vede Matthew McConaughey nel ruolo dell'uomo in nero ed Idris Elba in quello del pistolero Roland di Gilead. Il primo film inizierà nel bel mezzo della vicenda e sarà accompagnato da una serie-tv che ne espanderà la narrazione. Il primo romanzo della serie, L'ultimo cavaliere, costituisce l'ossatura del racconto. Misto tra spaghetti western e fantasy, con chiari riferimenti alle atmosfere de Il Signore degli anelli, La Torre Nera è una serie di sette romanzi che ruota attorno alla figura di Roland Deschain, l'ultimo membro vivente di un ordine di cavalieri armati di pistola. Tra discrasie temporali e salti nel futuro, il suo compito è quello di trovare la Torre Nera, una struttura che contiene la chiave del passaggio verso tutti gli universi. 

SUBURBICON di George Clooney 
Suburbicon è una commedia dai risvolti neri scritta da Joel ed Ethan Coen, prodotta da Grant Heslov e diretta da George Clooney. Il cast comprende Matt Damon, Oscar Isaac, Josh Brolin, Julianne Moore. La vicenda è ambientata nella Middle-America di fine anni '50. Lo aspettiamo perchè segna il ritorno di Clooney dietro la macchina da presa dopo il modesto Monuments Men e la collaborazione con la comicità irriverente dei Coen. Che possa essere collocato in apertura alla prossima Mostra del Cinema di Venezia?

HAPPY END di Michael Haneke
Poco si conosce di quest'ultimo film di Michael Haneke se non il cast, che comprende Isabelle Huppert, Jean-Louise Trintignant e Mathieu Kassovitz, ed il fatto che il background della vicenda sarà occupato dalla crisi europea dei migranti. Ovvia la presenza al prossimo Festival di Cannes. 

mercoledì 21 dicembre 2016

LA TOP10+1 DEL 2016

di Matteo Marescalco


Arriva la fine di un 2016 ricchissimo di eventi e di incontri (tra gli ultimi, quello con M. Night Shyamalan, in occasione dell'anteprima italiana di Split) e, inevitabilmente, è tempo di classifiche. Come al solito, evitiamo di parlare dei film migliori della stagione, preferendo concentrarci su quelli che ci hanno maggiormente colpito e su cui abbiamo investito, a partire dalle anteprime per i film già usciti in sala, e sui quali scommetteremo tutto, per i film che usciranno in Italia nel 2017. Per quanto riguarda i criteri di selezione, sono entrati in classifica tutti i film che hanno avuto una proiezione in Italia nel 2016, sia anteprima legata ad un particolare evento sia proiezione festivaliera. 
A voi la famigerata Top10+1!
P.s. Non abbiamo ancora visto Paterson di Jim Jarmusch che, sicuramente, visti i gusti di chi vi scrive, sarebbe finito in Top10+1.

THE HATEFUL EIGHT di Quentin Tarantino
L'ottava sinfonia di Tarantino, il film evento dell'anno: un meccanismo detonatore di conflitti storici mai sopiti che trovano la loro piena realizzazione tra quattro pareti. Il circense del cinema raggiunge l'artificializzazione totale con uno spettacolo multisensoriale dal carattere unico. 

I MIEI GIORNI PIU' BELLI di Arnaud Desplechin
L'antropologo francese Paul Dedalus, dopo un soggiorno all'estero, torna a Parigi. Interrogato su un suo omonimo dai servizi segreti francesi, ripercorre la sua vita, cerca tra i ricordi, sviscera la sua giovinezza tra i fratelli ed il padre vedovo. E giunge ad Esther, il suo primo e struggente amore. Un film-fiume che è un viaggio lungo una vita intera. Scandito dagli eccessi della passione e dai turbamenti giovanili, I miei giorni più belli è incentrato sull'Antoine Doinel del cinema di Desplechin. Uno dei più intensi film dell'anno!

DESIERTO di Jonas Cuaron
L'opera seconda di Jonas Cuaron, figlio di Alfonso, non lascia ampio spazio alla speranza. Il deserto è stato vinto. Ora resta da affrontare il sogno americano, al chiaroscuro di un tramonto che lascia soltanto una fioca luce sul futuro. 

THE BAD BATCH di Ana Lily Amirpour
Nelle prime inquadrature, l'occhio umano si perde nelle desolate lande di un deserto che sembra estendersi all'infinito. Un corpo da modella si aggira in questo ambiente devastato dalla luce solare, sopravvissuto ad un'esplosione nucleare, ad una guerra post-atomica, o forse, semplicemente alla politica di Donald Trump. Sbilanciato e poco coerente, ma tremendamente vivo. Come gli strani personaggi che popolano il film. Da non perdere!

TRUMAN di Cesc Gay
Il viaggio di due amici alla ricerca del tempo perduto. Bastano pochi e discreti tocchi per realizzare un film sull'assenza. Basta uno sguardo, un abbraccio, un'occhiata ed un sorriso, un qualsiasi cenno di intesa, per vivere una vita dignitosa sul versante degli affetti. Nonostante tutto. 

LA LA LAND di Damien Chazelle
Nuova apertura con il botto per la Mostra del Cinema di Venezia grazie allo shekeratissimo La La Land. Il film è una gioia per occhi ed orecchie, porta via un pezzo di cuore, affascina e cattura. Inizia con un ritmo frastornante tra coreografie autostradali e, pian piano, placa il suo baricentro. Fino all'onirico finale che lascia spazio per un ultimo sprazzo di sogno nella city of stars. Il dispositivo cinematografico non è mai stato così attraente ed amaro.

NERUDA di Pablo Larrain
Neruda è un anti-biopic, una poesia, un canto a Neruda e al suo universo. Nel corso della narrazione diventa commedia nera, poliziesco, film storico e western, tutto orchestrato come in un racconto di Borges. L'anima poetica e quella politica del personaggio si mescolano, si confondono e si scindono. In questo road movie metafisico, i protagonisti si rincorrono, cambiano ruolo e si trasformano. Una bomba in attesa di detonare. 

SPLIT di M. Night Shyamalan
Incluso in Top10+1 in via del tutto eccezionale a causa del fan screening romano del 15 Dicembre, in uscita nelle sale mondiali il 26 Gennaio. Split conferma tutto il talento di M. Night Shyamalan, tra i maggiori storyteller del cinema contemporaneo, nonostante i ripetuti attacchi mediatici che hanno costellato la sua carriera. Lineare, in grado di emozionare il pubblico e di sfoggiare un cattivo di prim'ordine, non manca nemmeno il famigerato twist-ending su cui Shyamalan ha sempre giocato. Twist-ending che non prende mai in giro lo spettatore ma che lo pungola a guardare la realtà in modo diverso, superandone i tanti filtri che offuscano spesso lo sguardo. 

ONE MORE TIME WITH FEELING di Andrew Dominik
La macchina da presa danza malinconica sulle note di Nick Cave, in uno dei momenti peggiori della vita privata dell'artista. Ma in uno dei migliori sul versante musicale. La rielaborazione del lutto attraverso la composizione musicale ha dato vita a un'opera sublime e commovente che avvolge completamente lo spettatore. Un romantico esercizio di stile in bianco e nero dotato di un gran cuore.

SING STREET di John Carney
Le migliori sorprese della Festa del Cinema di Roma, durante le ultime due edizioni, le ha regalate Alice nella città. Sing Street di John Carney e Microbe e Gasoline di Michel Gondry hanno profondamente colpito la platea. Nella sua leggerezza di facciata, questo cinema artigianale si fa cantore di una giovinezza ai margini, sempre sull'orlo del precipizio ma mai disposta a cadere vittima dell'omologazione. Due inni al cinema, al lavoro di gruppo e alla speranza, con finali opposti ma con la stessa consapevolezza di aver vissuto un'avventura bigger than life

LA MIA VITA DA ZUCCHINA di Claude Barras
Protagonista del film è un bambino di 9 anni chiamato Zucchina che, dopo la morte della madre, viene mandato a vivere in una casa famiglia: grazie all'amicizia di un gruppo di coetanei, tra cui spicca Camille, Zucchina riuscirà a superare ogni difficoltà, abbracciando infine una nuova vita. Barras e Sciamma raccontano questa storia senza mai cadere nel pietismo e nel politically correct ma infrangendo diversi tabù. Non perdete questo gioiello malinconico, triste e commovente. Ma carico della speranza che soltanto l'amicizia sa dare. 

lunedì 21 dicembre 2015

LA TOP 10+1 DEI FILM DEL 2015

di Matteo Marescalco

In anticipo sui tempi e con alcune lacune sul cartellone cinematografico dell'anno (tra gli ultimi, non abbiamo ancora visto Everything will be fine di Wim Wenders, Il ponte delle spie di Steven Spielberg e In the heart of the sea di Ron Howard), arriva la nostra Top 10+1 dei film del 2015 che più abbiamo amato. Quest'anno, per la prima volta, si è deciso di evitare una rigida classificazione dei film e di escludere, almeno per il momento, la Flop 10 dell'anno.
A voi la lista!
P.S. Per la recensione completa, cliccate sul titolo del film.

Quanto è bella l'infanzia dei personaggi di quest'ultimo film di Michel Gondry. Dura, difficile da affrontare, infelice. Ma mai priva di immaginazione, come un ingranaggio meccanico che fatica ad andare avanti ma a cui non manca mai un millilitro di olio. Amicizia ed immaginazione: nodi di questo lineare e semplice lungometraggio del regista francese che, dopo qualche errore (Mood Indigo su tutti), ritorna in forma con un racconto di formazione in stile Truffaut. Si viaggia per la Francia, attraversando anche i problemi delle relazioni adolescenziali. Si viaggia nel cinema, affondando nelle acque amniotiche dell'artigianalità dei primordi. Meraviglioso, leggero, grazioso questo dolce sogno dilatato all'infinito. Lunga vita ai bambini di Gondry che, nell'epoca della sottomotricità smartphonica, si sporcano le mani e seppelliscono i cellulari sotto la loro merda. Per crescere e guardare nuovamente alle cose, senza mai abbandonare i voli pindarici della propria mente.

Cantore di famiglie disfunzionali e di intellettualodi in piena crisi esistenziale, di uomini e donne affetti dalla sindrome di Peter Pan che non accettano l'avanzare dell'età, attento entomologo dei rapporti tra componenti della classe borghese newyorkese che demistifica e prende in giro, Baumbach è tornato al cinema, quest'anno, con ben due film, uno dei quali entra in gamba tesa nella nostra classifica. Questa indagine sue due generazioni (40enni e 20enni) riflette due tipologie di fare cinema documentaristico: assoluta onestà intellettuale e rivisitazione postmoderna di materiale esistente che, a tratti, può anche essere inquinato. Guardare un film di Baumbach è come tornare al paese natale, dove si incontrano nuovamente gli zii e i cugini ammirati e odiati, alcuni amici che prenderemmo volentieri a mazzate, ma a cui vogliamo, nonostante tutto, un bene profondo.

In un turbinio di emozioni reali, finzione cinematografica, finzione nella finzione e cortocircuiti di natura onirica, ci troviamo a vivere il dramma di Margherita e Giovanni, quello di un fratello e di una sorella che fanno i conti con l'imminente morte della madre. Il rimando alla vicenda autobiografica è morte ma è mediato dall'assunzione di una differente consapevolezza da parte del regista che mostra, mettendosi a nudo ma mai senza pudore, un profondo disagio e senso di inadeguatezza. Mia madre è costruito su una stratificazione di livelli, è un continuo gioco di specchi in cui i protagonisti entrano in contatto con i loro fantasmi e le paure più profonde. La conclusione spera in un ritorno alla realtà, che sembra ormai impossibile da cogliere ma che Moretti, invece, invoca, giungendo con toni minimali ad attingere all'ossatura del dolore stesso cui si alterna il ricordo di un tempo e di uno spazio che si vorrebbero sempre tenere con sé ma che si devono, inevitabilmente, superare.
Siamo pronti, insieme a Nanni, ad intraprendere un nuovo viaggio in Vespa. Inforchiamo gli occhiali ed indossiamo il casco. Fino alla prossima meta da raggiungere.  

IT FOLLOWS di David Robert Mitchell/THE VISIT di M. Night Shyamalan
Il 2015, oltre ad essere stato l'anno dei blockbuster (e anche per il 2016 è stata confermata questa tendenza), è anche stato l'anno di ottimi film horror. Ad emergere, in modo particolare, sono stati tre prodotti: The Babadook di Jennifer Kent, It Follows di David Robert Mitchell e The Visit, che ha segnato il ritorno del nostro amato M. Night Shyamalan. Sull'ultimo film, lo ammettiamo, siamo di parte ma è innegabile che il regista indiano (qui patrocinato da Jason Blum) abbia saputo costruire un ottimo dramma familiare che prende come pretesto, ancora una volta, il genere horror. In questa sua indagine sulla paura, portata avanti già nei suoi precedenti film, giunge ad attingere al pozzo nero e deformante del terrore puro. Il found footage diventa, nelle sue mani, un ulteriore strumento attraverso il quale architettare il congegno della tensione. In It Follows, l'orrore è ambientato negli anni '70/'80 e si trasmette sessualmente. Lo spettro dell'Aids è dietro l'angolo. Il film rivisita gli stilemi dell'horror tradizionali, aggiornandoli all'epoca contemporanea, con un gusto per il vintage che caratterizza ulteriormente l'atmosfera.
Ancora una volta, il miglior film d'animazione della stagione è stato partorito dalla mente geniale della Pixar. Inside Out è un viaggio che scava nelle profondità dell'essere umano, negli unici luoghi in cui è possibile trovare risposte e che traspone su schermo lo stesso metodo di lavoro della casa di produzione americana: trattare le emozioni e le idee con assoluto rigore. Insomma, metodi industriali e da catena di montaggio applicati all'immaginario ed alla struttura mentale. Impossibile non pensare allo stesso statuto cinematografico, sintesi di tecnica ed immaginario per eccellenza. Senza questo meraviglioso gruppo di artisti e tecnici, la nostra immaginazione ne avrebbe pesantemente risentito e, insieme ad essa, anche la straordinaria macchina creatrice di sogni che è il Cinema.

INHERENT VICE di Paul Thomas Anderson
Doc Sportello è un detective privato che si trova coinvolto in una serie di investigazioni surreali che lo porteranno a contatto con il più profondo Zeitgeist americano degli anni '60/'70.  PTA destruttura e smantella l'impianto tradizionale del noir americano. La messa in scena applicata dal regista al testo filmico che restituisce l'atmosfera caotica ed allucinogena del periodo. In questo magma di visioni segmentate, ad emergere con chiarezza è il ritratto di un Paese allo sbando, il cui Sogno si è annichilito definitivamente. Sportello appare come una sorta di ultimo dei romantici in un perenne stato di alterazione della coscienza, caratterizzato da un forte senso di nostalgia per la fine di un'epoca e l'inizio del periodo di paranoia di massa. Tuttavia, un vizio di forma da non sottovalutare attanaglia l'intero film. Nel tentativo di innestare il carattere prismatico, surreale e stratificato dell'epoca nel tessuto narrativo e visuale del film, PTA finisce per costruire una diegesi eccessivamente stratificata, che confonde senza lasciar intravedere il centro della propria struttura. Il regista sembra aver perso la bussola o essere rimasto vittima dei fumi allucinogeni dell'epoca. Nella sua indagine sulla deriva di una nazione, Anderson rimane invischiato in un intreccio narrativo bigger than life in cui il parallelismo forma-narrazione-contenuto getta un velo di incomprensibilità sul secondo elemento. Dietro il velo di Maya del noir a tinte grottesche, si cela una triste ed amara riflessione su una nazione sull'orlo del fallimento morale. Pur con qualche difetto, ha fatto profondamente breccia nei nostri cuori.

THE CHILDHOOD OF A LEADER di Brady Corbet
Debutto alla regia per uno dei due virginali figli di papà che, nel remake americano shot-for-shot di Funny Games di Michael Haneke, si divertivano a seviziare famiglie borghesi in vacanza. E l'influenza del regista tedesco si sente tutta, a partire dall'inevitabile paragone che The childhood of a leader incoraggia nei confronti de Il nastro bianco. Il film di Haneke indagava con sguardo entomologico un villaggio nella Germania pre-nazista, andando ad individuare i germi della futura generazione dittatoriale. Brady Corbet, qui, si concentra su una famiglia aristocratica che vive nei pressi di Versailles. Il film, in tre atti scanditi dagli attacchi di rabbia del giovane figlio della coppia, analizza in termini freudiani il rapporto tra i tre membri familiari e i primi sintomi di ribellione nei confronti dell'ancien regime. Algido, teso e raggelante, The childhood of a leader convince fino al disturbante epilogo. Film rivelazione dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia.

TOMORROWLAND di Brad Bird
Pur con una serie di evidenti difetti, non abbiamo potuto fare a meno di inserire in classifica anche questo prodotto Disney diretto dal Brad Bird della cucciolata Pixar.  Nulla più della famosissima frase pronunciata da Buzz Lightyear -Verso l'infinito e oltre!- nel 1995 sembra essere adatto a descrivere e a trasmettere il ventaglio di sentimenti generato da Tomorrowland. La fusione uomo-tecnologia e la nascita di nuovi orizzonti percettivi ed esperienziali sembrano inevitabili. Tomorrowland è un mondo digitale che non ha rinunciato a residui terrestri-analogici.
Profondamente debitore nei confronti del cinema di Steven Spielberg, Brad Bird si schiera dalla parte degli ottimisti ed invita i più piccoli (e non solo) a non smettere mai di credere. Nella loro immaginazione e, soprattutto, in quella del cinema tout court.

THE END OF THE TOUR di James Ponsoldt
Tratto da Come diventare se stessi: un viaggio con David Foster Wallace di David Lipski, cronaca degli ultimi giorni del tour di presentazione negli Stati Uniti di Infinite Jest. 1996, lo scrittore David Foster Wallace concede a David Lipski di Rolling Stone un'intervista di cinque giorni. Lipski non si occupa solo di giornalismo ma anche di narrativa e nutre una serie di pregiudizi ideologici sull'autore americano. La convivenza tra i due trasporta lo spettatore nel mondo privato di Wallace, quanto più distante possibile dall'idea di scrittore maledetto in preda ad una vita dissoluta. Anche se una serie di incertezze Wallace le portava con sé: al punto tale da suicidarsi nel 2008. The end of the tour è un viaggio in luoghi intimi che stentiamo ad abbandonare dopo le due ore del lungometraggio, una scoperta del lato più fragile di sé, un dialogo, fatto di botte e risposte, sulla vita e sulla cultura americana, sulle dipendenze e le manie di Wallace, sulle sue debolezze ed idiosincrasie. Non perdetevi questo tenero omaggio che appartiene alla migliore scuola indipendente americana.

EL CLUB di Pablo Larrain
El Club si apre con dei versi biblici su Luce ed Oscurità, che, nel film di Pablo Larrain, convivono. Tutto il lungometraggio è avvolto da un alone bluastro che segna le vite di chi lo popolano. Una casa-famiglia in riva al mare ospita un gruppo di ex sacerdoti penitenti, accusati di abusi sessuali sui minori. In questo contesto misterioso, Pablo Larrain evita la ricostruzione tipica della detection story per insistere continuamente sui primi piani degli attori a cui, tramite dialoghi e monologhi, è assegnato il compito di gettare una luce sulla vicenda.
Pur con le dovute differenze, El Club ci ha ricordato Valhalla Rising di Nicolas Winding Refn. L'atmosfera, dominata da una tenebra ferina ai confini del mondo, relega i personaggi nel regno del buio. Nell'universo di Larrain non sembra esserci spazio per la salvezza.

lunedì 29 dicembre 2014

I 10+1 FILM DEL 2015

di Matteo Marescalco

Dopo aver steso classifiche e contro-classifiche sui migliori e i peggiori film dell'anno, è arrivato il momento di indossare le vesti da vaticino e provare a concentrare l'attenzione sui film più attesi del prossimo anno.

Il primo film di Matteo Garrone girato in lingua inglese è, senza ombra di dubbio, uno di quelli verso cui sono orientate le più rosee aspettative. Tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, è incentrato su una serie di racconti narrati da dieci anziane in cinque giornate. Chi ha assistito alla presentazione delle prime immagini alle Giornate Professionali del Cinema di Riccione ha detto: «John C. Reilly è riverso a terra vestito di un’armatura medievale, ha alcune ferite al ventre, e un enorme cuore pulsante di drago giace abbandonato al suo fianco. Poco più tardi vediamo la carcassa dell’animale. Una longilinea ninfa delle foreste, lunghissimi capelli rossi e ricci, un corpo bianco e magro, osserva silenziosa la macchina da presa. Una donna in abiti nobiliari si abbuffa di un enorme pezzo di carne cruda al tavolo di un grande salone coperto di marmi. E poi altre scene che definiscono il contorno di un fantasy estremo e crudele, gravido di suggestioni silvestri e cavalleresche, ma virate ad un immaginario pittorico e adulto». Il cast comprende Vincent Cassel, Salma Hayek, John C. Reilly e Toby Jones, la colonna sonora è stata affidata ad Alexandre Desplat. Quasi certa la presenza in concorso a Cannes.

INSIDE OUT DI PETE DOCTER
Gli ultimi tre film della Pixar non sono stati i più fortunati realizzati dallo studio cinematografico che ha gettato le fondamenta dell'animazione digitale. Cars 2, The Brave e Monsters University hanno orientato la produzione della Pixar verso un climax discendente, che ha spinto i geni americani a prendersi un anno sabbatico dall'ipertrofia creativa che ha consentito loro di realizzare ben otto film in otto anni, dal 2006 al 2013. Dopo il momentaneo abbandono di Andrew Stanton e Brad Bird (entrambi si sono dedicati alla live action), il giro di boa era inevitabile. Pleonastico nascondere le aspettative che nutriamo nei confronti di questo film dedicato al complesso mondo delle emozioni, che, personificate, vivono nella centrale operativa situata nella mente di ogni essere umano. In uscita il 19 Agosto 2015. Si ipotizza l'apertura della 61esima edizione del Taormina Film Fest.

L'ULTIMO VAMPIRO DI MARCO BELLOCCHIO 
Nell'Italia del Nord del XVII secolo, una suora accusata di stregoneria seduce un giovane confessore, che però rifiuta di cedere alle sue brucianti tentazioni. La loro è una lotta di desideri, di illusioni e di bugie, che, inaspettatamente, continuerà ad avere effetti e conseguenze anche secoli dopo. La nuova stagione cinematografica italiana si annuncia come una delle più interessanti degli ultimi anni, con il ritorno di autori quali Paolo Sorrentino, Matteo Garrone, i fratelli Taviani, Nanni Moretti e Francesca Archibugi. L'ultimo riservatissimo progetto di Bellocchio che, visto l'affollamento di registi italiani a Cannes 2015, dovrebbe accontentarsi della Mostra del Cinema di Venezia, vede tra i propri protagonisti Filippo Timi (che torna a collaborare con il regista di Bobbio dopo Vincere), Alba Rohrwacher, Roberto Herlitzka e Pier Giorgio Bellocchio. In uscita tra Settembre e Ottobre 2015.

THE VISIT DI M. NIGHT SHYAMALAN
Il ragazzo prodigio del cinema americano che, nel 1999 finì al centro dell'attenzione mediatica con Il
sesto senso, e che, nel corso degli anni seguenti, ha intrapreso un sentiero scosceso che lo ha reso un veleno per gli incassi al box office, ritorna con una storia scritta manu propria, dopo le parentesi de L'ultimo dominatore dell'aria e di After earth. The visit, horror a basso budget acquistato dalla Universal, racconterà la storia di un fratello e di una sorella che vengono mandati dai nonni, in una sperduta fattoria della Pennsylvania. Una volta arrivati, i due bambini scopriranno che la coppia di anziani è coinvolta in qualcosa di profondamente misterioso ed ambiguo, tanto da capire che difficilmente torneranno a casa vivi. Lo aspettiamo perchè il film è prodotto da Jason Blum, padre degli horror più riusciti degli ultimi anni, e perchè M. Night Shyamalan, nonostante gli ingiusti insuccessi, rimane uno degli autori più originali e dei narratori più avvincenti degli ultimi 15 anni di cinema americano. In uscita l'11 Settembre 2015, in tempo per la 72esima Mostra del Cinema di Venezia.

EVERYTHING WILL BE FINE DI WIM WENDERS
Secondo film in 3D per il regista tedesco e prima collaborazione con il poliedrico James Franco, Everything will be fine vede come protagonista lo scrittore Thomas che, un giorno, guidando senza meta dopo una lite familiare, causa accidentalmente la morte di un bambino. Nei successivi dodici anni, allontanatosi dalla famiglia, cercherà di dare un ordine alla sua vita infranta da quel triste incidente. Notevole è la curiosità attorno a quest'ultimo progetto di Wenders, che torna al cinema di finzione sei anni dopo Palermo Shooting, e che verrà insignito dell'Orso d'Oro alla Carriera al prossimo Festival del Cinema di Berlino. Scontato pensare alla sua partecipazione in concorso a Berlino. Altrimenti, il Festival di Cannes sarebbe dietro l'angolo. Sconosciuta la data d'uscita internazionale.

MIDNIGHT SPECIAL DI JEFF NICHOLS
Film di fantascienza scritto e diretto da Jeff Nichols, talentuoso regista di Shotgun Stories, Mud e Take Shelter. Nichols lo ha descritto come uno sci-fi chase film, ovvero, come un film di fantascienza e di fuga. Il cast comprende Adam Driver, Joel Edgerton, Michael Shannon, Scott Haze e Kirsten Dunst. In uscita il 26 Novembre 2015. Si auspica la sua partecipazione alla prossima Mostra del Cinema di Venezia.


CRIMSON PEAK DI GUILLERMO DEL TORO
Dopo La spina del diavolo, il visionario regista messicano Guillermo Del Toro (autore de Il labirinto

del fauno), torna ad una storia di fantasmi con Crimson Peak. Il cast include Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston e Charlie Hunnam. Ricco di effetti speciali direttamente realizzati nel profilmico ed ambientato all'interno di una casa infestata, interamente costruita per l'occasione (il regista ha dichiarato di aver preferito l'artigianalità agli effetti digitali), Crimson Peak si annuncia come l'horror dell'anno. Del Toro ha citato Rebecca, Jane Eyre e il particolare technicolor di Mario Bava come fonti di ispirazione per l'atmosfera del film. In uscita negli USA il 16 Ottobre 2015, è lecito sognare un suo passaggio a Venezia (sarebbe eccitante pensare ad una terza apertura consecutiva affidata, dopo Alfonso Cuaron e Alejandro Gonzalez Inarritu, ad un altro regista messicano). Molto più probabile la partecipazione a Cannes.

SEA OF TREES DI GUS VAN SANT
Il nuovo film di Gus Van Sant parla di vita, di dolore, di suicidio ed è ambientato in Giappone, ai piedi del Monte Fuji, in una foresta chiamata, come suggerisce lo stesso titolo, Mare di alberi, in cui si dice che gli uomini perdano se stessi. Matthew McConaughey è il protagonista, affiancato da Ken Watanabe, un uomo che il suddetto incontrerà mentre tenta il suicidio e che lo aiuterà a riscoprire il piacere della vita. Questo dramma favolistico e sospeso potrebbe segnare il riscatto di Van Sant dopo il poco riuscito Promised Land. La data di uscita è sconosciuta.

Fresco vincitore del Premio Oscar al Miglior Film Straniero, Paolo Sorrentino torna dietro la macchina da presa con un film che può vantare un nutrito cast internazionale che comprende Harvey Keitel, Michael Caine, Rachel Weisz, Jane Fonda e Paul Dano. Secondo film girato in lingua inglese, La giovinezza segna la fine della collaborazione con lo sceneggiatore Umberto Contarello, co-autore di This must be the place e de La grande bellezza. Le prime immagini tratte dal film e presentate alle Giornate Professionali del Cinema di Sorrento, mostrano un centro termale extraurbano che ospita decine di anziani. I corpi nudi e cadenti, carichi di acciacchi, annacquati in vasche riscaldate, rinchiuse nelle saune ed esposti a cromoterapia, vengono spostati da grandi ascensori in tunnel che conducono verso altre attività curative. La fissità pensosa dei personaggi è segno di esistenze rassegnate, di corpi parcheggiati in attesa del nulla. Poi, da una vasca all'aperto, irrompe il corpo nudo e formoso di una ragazza. In uscita il 21 Maggio 2015. Scontata la presenza al Festival di Cannes.

Ancora un altro film di genere nella nostra classifica. A dirigere Tomorrowland è Brad Bird, genio creativo del gruppo Pixar prestato al mondo della live action. Al momento, si sa solo che il film è, in qualche modo, ispirato ad Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg. Sceneggiato da Damon Lindelof, co-creatore della serie-tv Lost ed interpretato da George Clooney e Hugh Laurie, il film racconta la storia di una ragazzina curiosa e di un genio disilluso, tra ambientazioni futuristiche e pericoli ed ostacoli da superare. In uscita il 21 Maggio 2015. Papabile per il Fuori Concorso di Cannes.

KNIGHT OF CUPS DI TERRENCE MALICK
Pochi giorni fa è stato rilasciato il primo trailer del film che verrà presentato in anteprima al prossimo Festival del Cinema di Berlino. Sulla falsariga di The tree of life e To the wonder, Knight of cups conferma la prolificità creativa dell'ultimo periodo del regista Terrence Malick. Si tratta di una storia sentimentale che coinvolge persone diverse che lavorano nel mondo del cinema. Il cast all-stars comprende Christian Bale, Natalie Portman, Cate Blanchett, Antonio Banderas e Freida Pinto.