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domenica 5 novembre 2017

I, TONYA

di Matteo Marescalco

*recensione pubblicata per The Huffington Post Italia: http://www.huffingtonpost.it/la-festa-dei-millennials/i-tonya-trionfo-e-caduta-di-unex-pattrinatrice-artistica_a_23261611/

Jorge Luis Borges ha definito Quarto Potere di Orson Welles “un labirinto senza centro”. I, Tonya di Craig Gillespie non è, di certo, il nuovo Quarto Potere ma presenta una struttura prismatica di interessante fattura, in grado di shakerare nel modo più brillante possibile un mix di generi che lo rendono un frullato variegato e dai sapori contrastanti. Al quarto giorno di kermesse, la Festa del Cinema di Roma ha già visto i film che, molto probabilmente, concorreranno alla prossima edizione dei Premi Oscar: Jake Gyllenhall per Stronger e Steve Carell per Last Flag Flying sono particolarmente quotati per la vittoria finale come Attore Protagonista e Non. 

I, Tonya, d’altronde, si inserisce di prepotenza nella corsa all’Oscar grazie alla magistrale performance di Margot Robbie nel ruolo di Tonya Harding, pattinatrice americana di fama mondiale che, nel 1994, insieme al marito Jeff Gillooly, pagò un uomo per aggredire la sua rivale Nancy Kerrigan ed eliminare, in tal modo, la concorrente dalle competizioni ufficiali. Il film inizia come un mockumentary girato da una sorta di Wes Anderson sotto acidi con interviste agli attori che interpretano i personaggi reali, per poi evolversi ed abbracciare diversi generi.

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CUERNAVACA

di Matteo Marescalco

*recensione pubblicata per The Huffington Post Italia: http://www.huffingtonpost.it/la-festa-dei-millennials/cuernavaca-storia-di-un-ragazzo-alla-ricerca-delle-sue-radici_a_23261608/

Siamo quasi al giro di boa di questa dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Ad animare la prima proiezione stampa della mattinata è stato Cuernavaca di Alejandro Andrade che ha riportato sugli schermi della Festa il volto di Carmen Maura, protagonista de Le streghe son tornate, irriverente ed esagerato film di Alex de la Iglesia presentato a Roma nel 2013, ai tempi in cui l’allora direttore artistico Marco Muller sguazzava nel calderone primordiale del più variegato cinema di genere. 

Personaggio principale della vicenda è Andy, la cui vita cambia improvvisamente a causa della scomparsa della madre, ferita a morte durante una rapina in un bar. Il ragazzino è costretto a trasferirsi a Cuernavaca, a casa della nonna paterna, che sembra nascondere numerosi segreti. Andy è irritato dal suo comportamento e decide di andare alla ricerca del padre con l’aiuto di Charly, l’attraente ma pericoloso figlio del giardiniere che lavora nella tenuta della nonna.  

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THE BREADWINNER

di Matteo Marescalco

*recensione pubblicata per The Huffington Post Italia: http://www.huffingtonpost.it/la-festa-dei-millennials/the-breadwinner-e-una-fiaba-che-riscatta-i-diritti-delle-bambine-dal-regime-di-kabul_a_23258406/

‹‹Grazie per avermi salvato la vita, Story››, diceva Paul Giamatti in Lady in the water, diretto da M. Night Shyamalan. In quel caso, i personaggi erano impegnati in un lavoro collettivo sotto forma di una narrazione da costruire. Attraverso l’arte del racconto (incarnata dal personaggio di Story), si rafforzava e si perpetuava l’esistenza dei singoli e delle comunità sociali. Allo stesso modo, anche The Breadwinner, film di apertura di Alice nella città, sezione parallela della Festa del Cinema di Roma, si dimostra profondamente cosciente delle origini storiche di ogni narrazione condivisa.

Parvana è una bambina undicenne che vive a Kabul, sotto il regime dei Talebani, che obbligano le donne ad uscire in compagnia degli uomini e ad indossare il burqa. Il padre e la madre, insegnante e scrittrice, incoraggiano la figlia ad usare l’immaginazione e a raccontare fiabe. Tra storie su Alessandro Magno e Gengis Khan, viene messa in scena la storia di un’Afghanistan martoriata da innumerevoli occupazioni nell’arco dei secoli. Quando suo padre viene arrestato, la piccola Parvana si traveste da ragazzo pur di mantenere la famiglia e rischia la vita per provare a liberarlo. L’appartamento che la bambina condivide con la madre, le due sorelle ed il fratello, si trasforma progressivamente in un carcere da cui Parvana riesce a fuggire grazie alle storie che le raccontava il padre perché ‹‹le storie rimangono nel cuore anche quando tutto il resto se n’è andato››.

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HOSTILES

di Matteo Marescalco

*recensione pubblicata per Cinemonitor 

Non si poteva augurare miglior inizio a questa dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Hostiles di Scott Cooper con Christian Bale e Rosamund Pike, in un certo senso, ne rispecchia l’animo. Robusto, compatto e capace di creare un’ottima tensione drammatica nonostante non brilli, di certo, per originalità.

La storia è nota ed è stata battuta già volte dal western, il più classico tra i generi cinematografici americani. Il capitano Joe Blocker è sul punto di andare in pensione quando riceve un incarico che non può non portare a termine: dovrà condurre a casa nel Montana il Capo Cheyenne Falco Giallo, in fin di vita per una malattia terminale. Blocker non accetta il compito di buon grado e prova a tirare in ballo il sanguinario passato di Falco Giallo sostenendo che sia necessario che il Capo Cheyenne continui a marcire in galera. Ciononostante, sarà costretto ad organizzare una spedizione e a dare inizio al viaggio a cui si unirà casualmente anche Rosalie, una donna a cui è stata trucidata la famiglia da una banda di ladri Comanche in cerca di cavalli da razziare.

Lo spirito che il film vorrebbe perseguire è dichiarato da una citazione di H.D. Lawrence, secondo cui l’America ha un cuore duro e stoico che, nel corso dei secoli, non si è minimamente ammorbidito. A partire da una dichiarazione di intenti del genere, è facile immaginare che la delineazione dei personaggi sia legata ad una ben precisa serie di archetipi: da una parte ci sono i buoni (che nascondono un oscuro passato) e dall’altra i cattivi (da cui, in fin dei conti, i buoni non differiscono poi così tanto). Facile, poi, innestare su un background del genere e nel corso di un viaggio che conduce al cuore di tenebra dell’America, dubbi, incertezze ed interrogativi sulla propria identità, che finisce per essere molto più liquida di quanto ogni singolo personaggio potesse pensare.

Eppure, nel corso di questo canovaccio ben noto, non manca lo spazio per determinate aperture che finiscono per ossigenare lo sviluppo del racconto. “Sono stanco, Joe. Dicono che ho la malinconia”. Un dialogo, dal tono lento e distante, tra Blocker ed un suo sergente, provoca uno squarcio nel buio e restituisce due personaggi che, nell’oscurità dell’età adulta, si lasciano andare alla nostalgia dei tempi passati. L’orizzonte malinconico e crepuscolare del western innerva Hostiles e trasforma il film in una sfida contemplativa attenta anche ai chiaroscuri dell’anima.
L’atmosfera dolente e contraddittoria e l’attenzione estetica dedicata al film restituiscono un racconto che si ammorbidisce con il passare dei minuti senza, tuttavia, che la propria durezza ne risulti smaccatamente intaccata. Scott Cooper sia conferma un buon regista, consapevole delle modalità di costruzione di un robusto film di intrattenimento ma sempre attento al mantenimento di una delicatezza che fa in modo che rigide figure si trasformino in personaggi desideranti.

CINEVOTI FESTA DEL CINEMA DI ROMA 12

di Matteo Marescalco


La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi ★★1/2
Hostiles di Scott Cooper ★★★
Una questione privata di Paolo e Vittorio Taviani ★★
The Breadwinner di Nora Twomey ★★★
Romarcord, Storia dei cinema romani a cura di Andrea Minuz e Damiano Garofalo ★★★
Detroit di Kathryn Bigelow ★★★★
Stronger di David Gordon Green ★★1/2
Capitan Mutanda di David Soren ★★
Abracadabra di Pablo Berger ★★★1/2
Cuernavaca di Alejandro Andrade ★★
I, Tonya di Craig Gillespie ★★★★
Pipì, Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite di Enzo D'Alò ★★
Last Flag Flying di Richard Linklater ★★★★
Please Stand By di Ben Lewin ★★
Addio fottuti musi verdi di Francesco Ebbasta ★★1/2
Nut Job: tutto molto divertente di Cal Brunker ★★
The only living boy in New York di Marc Webb ★★
The Changeover di Harcourt e McKenzie ★★1/2
Logan Lucky di Steven Soderbergh ★★★1/2
Trouble no more di Jennifer Lebeau ★★1/2
Borg McEnroe di Janus Metz ★★★★
Nysferatu-Symphony of a century di Mastrovito ★★
Babylon Berlin Ep. 1-2 ★★
In un giorno la fine di Daniele Misischia ★★★
Ducktales di Youngberg ★★★
The Place di Paolo Genovese ★★1/2
Spielberg di Susan Lacy ★★★1/2